Crack e due coltelli sequestrati in Gad. Denunciati due uomini
Due denunce nei confronti di due uomini e il sequestro di crack e due coltelli. A questo hanno portato i controlli nel quartiere Giardino da parte degli agenti della Polizia Locale
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Oltre al filone principale per maltrattamento e uccisione di animali, già chiuso, la Procura di Ferrara aveva aperto anche un secondo fascicolo per depistaggio a carico della rettrice Laura Ramaciotti. Per quest'ultimo procedimento, però, lo stesso pubblico ministero ha chiesto l'archiviazione
Dopo il Tar dell'Emilia-Romagna, anche la procura di Ferrara si troverà a vagliare la posizione della società Inwit in merito alla stazione radio in via di costruzione in via Viazza a Boara
Il Comune di Ferrara ha avviato la procedura per imporre la chiusura alle 20, per 12 mesi, a un secondo pubblico esercizio di viale IV Novembre, in zona Gad
I contributi diretti per la realizzazione di eventi dati all'associazione XBikes 2.0 Circuit amministrata di fatto da Paolo Brando, arrestato nell'ambito dell'inchiesta della Direzione Antimafia di Roma, non sono l'unica manna dal cielo piovuta sulla testa dei gestori della pista di go-Kard
La morte di Pier Luigi Tartari è avvenuta per soffocamento a distanza di “5-8 ore dall’assunzione dell’ultimo pasto”. E’ spiegato a chiare lettere nella relazione del medico legale Rosa Maria Gaudio, che ha ricostruito in oltre 40 pagine le cause del decesso del pensionato di Aguscello aggredito il 9 settembre nella sua abitazione e abbandonato in un casolare di via Vecchio Reno dal 51enne croato Ivan Paidek (il capo della banda detto Huber Sandor), il rumeno 21enne Constantin Fiti e il 19enne slovacco Patrick Ruszo, tutti in carcere con l’accusa di omicidio volontario, rapina e ricettazione.
Secondo i risultati dell’autopsia sul corpo del 77enne pensionato, che venne ritrovato tre settimane dopo la sua scomparsa, quando la banda entrò in azione (attorno alle ore 21 del 9 settembre scorso) i tre (due rei confessi e Fiti ora incastrato dal Dna ritrovato sull’auto di Tartari) aggredirono l’anziano picchiandolo e procurandogli ecchimosi e fratture alle costole, lo legarono con fascette in plastica ai polsi, alle mani, alle caviglie e alle ginocchia, quindi, per impedire che urlasse gli infilarono in bocca dello scotch di carta tra “la lingua e la fossetta sublinguale”; infine, per impedirgli di vedere, gli fu coperta la testa con una maglia, avvolta e annodata, fissata ulteriormente attorno al collo con 8 giri di nastro adesivo”tenacemente adeso”. In queste condizioni, secondo il consulente medico legale, la morte sarebbe “riconducibile a un meccanismo asfittico meccanico violento”. E potrebbe essere avvenuta proprio nel casolare di via Vecchio Reno dove l’anziano è stato abbandonato dai tre aguzzini.
L’autopsia avrebbe dovuto indicare il momento esatto della morte, che secondo Rosa Maria Gaudio rientrerebbe in un “intervallo compreso tra il 10 e 12 settembre” e, ancora più precisamente, tra le “5 e le 8 ore dall’assunzione dell’ultimo pasto”, che sarebbe avvenuto attorno alle 19.30-20 del 9 settembre, dato che quella sera Tartari la trascorse con alcuni amici in una pizzeria.
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