Economia e Lavoro
20 Dicembre 2015
Cappellari (Amici di Carife): "Dopo 6 anni di vigilanza è impossibile che la storia finisca così"

“Sdegno verso l’operato di Bankitalia”

di Daniele Oppo | 2 min

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Marco Cappellari

Marco Cappellari

“Sdegno verso l’operato di Bankitalia”. È questo il giudizio, conciso quanto netto, che il presidente dell’associazione “Amici di Carife”, Marco Cappellari, dà della vicenda che ha portato all’azzeramento delle azioni e di una parte delle obbligazioni subordinate della banca cittadina.

“Almeno per quanto riguarda il caso di Ferrara – spiega Cappellari – si ha motivo di ritenere che il decreto sia assolutamente non corretto: dopo sei anni di vigilanza dell’organo che dovrebbe difendere i risparmiatori, non è possibile che la storia finisca così, con l’azzeramento del capitale 29mila azionisti e 4.300 obbligazionisti. Che la banca avesse problemi d’origine è noto, ma dopo sei anni di viglianza, di vigilanza rafforzata e di commissariamento – rincara la dose il presidente di Amici di Carife – non è possibile che il problema venga fatto ricadere sui risparmiatori, la parte debole: è la prima volta nella storia bancaria italiana, forse europea”.

Ora in tanti propongono vie d’uscita, tra fondi per il sostegno degli investitori più colpiti e cause giudiziarie pronte a partire – con annesse proposte di istituire fondi regionali per le spese legali, come proposto da M5s e Lega Nord – e altri si preparano alla protesta. Amici di Carife, tramite l’associato Mirko Tarroni – che già incontrò il ministro Padoan alla Leopolda per poi fare una ‘incursione’ a Ballarò sui Rai Tre – ha preso contatti con il “Comitato vittime del salva-banche”, nato spontaneamente su Facebook, raccogliendo subito numerose adesioni. Proprio il comitato sta organizzando una manifestazione davanti alla sede della Banca d’Italia a Roma, in via Nazionale 91, prevista per il mattino di martedì, e Tarroni si è proposto come referente estense per raccogliere le adesioni a Ferrara e organizzare la trasferta.

“Prima di rassegnarci a 10 anni di cause che in diversi casi potrebbero non portare a nulla – afferma ancora Cappellari, che spiega un po’ il senso della protesta – vogliamo capire se c’è una via d’uscita. Siamo davanti al fallimento dell’operato dell’organo di vigilanza il cui compito è la difesa dei risparmiatori, dopo un piano presentato il 14 luglio e poi approvato il 30 luglio dall’assemblea, il 22 novembre un’intera comunità viene colpita nei propri risparmi, è inaccettabile”.

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