Politica
17 Novembre 2015
Il leghista parla di Mafia Capitale e avanza dubbi sulla tenuta finanziaria delle società romane

Lodi (Ln): “Lati oscuri, Palaspecchi come Cona”

di Redazione | 3 min

palaspecchidi Daniele Modica

 

“C’è un collegamento tra Mafia capitale e il Palazzo degli Specchi”. Quando Nicola Lodi, responsabile sicurezza e immigrazione della Lega Nord locale, cala il poker deve ripeterlo due volte. “Io e le persone che mi danno una mano stiamo scoprendo cose che pochi immaginano – continua -, tanti lati oscuri”. Va subito chiarito che non esiste nessun collegamento tra l’inchiesta romana e il monumento ferrarese al degrado. Le connessioni ventilate dal membro del Carroccio riguardano aspetti secondari che lambiscono i referenti romani del progetto di ristrutturazione e nulla hanno a che fare con l’amministrazione comunale.

Ma è sufficiente a Lodi per chiedere a tutti i cittadini di Ferrara: “E’ giusto che un progetto da 60 milioni come quello che si prevede per il Palazzo degli Specchi, che impiegherà molto tempo per ultimarsi e che avrà un’esecuzione certo non facile, presenti probabili (e da verificare) lati oscuri?”. A Nicola Lodi e ad altri personaggi del Carroccio estense non è bastata la rassicurazione del sindaco Tiziano Tagliani al confronto del 3 novembre.

In cosa consistono i lati oscuri di cui parla Lodi? Intrecci. “Riccardo Mancini, uomo chiave nell’inchiesta su Mafia Capitale, secondo la Procura di Roma avrebbe tenuto le mani, attraverso il figlio, in un’azienda che si chiama Bellolampo Scral, che a sua volta risulterebbe di proprietà (per il 65%, ndr) della Intercantieri Vittadello, società parte della cordata che costituisce il fondo immobiliare”. La vicenda è parte di indagini più ampie che hanno coinvolto Limena e sono state riportate dalle testate padovane. Ma la dirigenza della società ha già chiarito che “riguardo alle notizie stampa la Intercantieri Vittadello di Limena, il procuratore, ingegnere Pangallo, e il presidente della Bellolampo Scarl, società partecipata da Intercantieri Vittadello, ingegnere Calzolari, sono assolutamente estranei all’indagine denominata Mafia Capitale”. Dalla società insomma dicono: “Noi siamo stati danneggiati dalla vicenda”.

Lodi sfila un altro intreccio: “Poi c’è da dire che Claudio Pompeo, uno degli architetti della ditta Parsitalia, di Luca Parnasi, proprietario del Palazzo degli Specchi era coinvolto e tenuto agli arresti domiciliari per tangenti”. Luca Parnasi era però completamente estraneo all’inchiesta che si è conclusa con 22 arresti ad inizio 2015. Ma in ogni caso per Lodi ce n’è a sufficienza per dubitare, per non fidarsi. Tanto più che è stato proprio il Parnasi “a volere -sostiene il leghista – la società Vittadello nell’affare con Acer e il Comune”.

Parsitalia viene in gioco invece per la sua tenuta finanziaria. Nell’ultimo bilancio approvato, faceva sapere il Sole 24Ore, si registravano debiti per 886 milioni di euro, di cui poco meno di 450 con il settore bancario. A marzo di quest’anno il “Corriere” parlava di un’esposizione da 600 milioni, anche se il nuovo progetto industriale vede in cantiere opere importanti, tra cui la costruzione del nuovo stadio della Roma.

A ogni modo le connessioni e gli intrecci individuati da Lodi e dal suo team non trovano conferma in nessuna sentenza definitiva né tantomeno, per quanto ci è dato di sapere, in atti giudiziari. In ogni caso la camicia verde invoca almeno il beneficio del dubbio: “Se nell’affare di cui ci ha parlato il sindaco fossero coinvolte aziende che navigano in cattive acque, perché non procedere con più cautela?”. E poi l’affondo “Ci sono i presupposti per l’ennesimo caso Cona”.

Lodi rilancia quindi la proposta dello sgombero, “specialmente di fronte ai gravi episodi di Parigi: il livello 2 di attenzione comporta il controllo di tutte le persone che occupano abusivamente e che vivono in zone di non controllo, e come ho denunciato e documentato, in un’ala vivono decine di persone di religione islamica,e ciò mette in allarme i cittadini”.

Il responsabile immigrazione del Carroccio chiude annunciando che “a breve tutta la documentazione verrà depositata in procura”.

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