Politica
28 Ottobre 2015
Marattin: "Era l'incubo di sindaci e imprenditori". Vaccari scettico sulle coperture, ma l'ex assessore replica: "Basta leggere il testo"

Il patto di stabilità va in pensione: mai più manovre fiscali a sorpresa?

di Ruggero Veronese | 5 min

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Luigi Marattin

Luigi Marattin

Dal 1° gennaio 2016 il governo Renzi manderà definitivamente in pensione il vecchio patto di stabilità interno per i Comuni italiani, la norma da 16 anni terrorizza sindaci e assessori ai bilanci e che impone agli enti locali di ‘sobbarcarsi’ i costi per l’abbattimento dell’imponente debito pubblico italiano. La novità era già nell’aria da diversi mesi, ma ha trovato conferma tre giorni fa, quando sul sito del Senato è comparso il testo della nuova Legge di Stabilità che dovrà essere approvata entro la fine dell’anno da Senato e Camera.

Una novità con diversi spunti in chiave locale per Ferrara, visto che tra i ‘padri’ della nuova norma c’è l’ex assessore (e ora consulente economico del governo) Luigi Marattin. Ma anche perchè proprio il Comune estense nell’aprile scorso varò un aumento della tassazione per circa 8 milioni di euro dovuto, secondo l’amministrazione, proprio agli incerti e altalenanti vincoli contabili imposti dal patto di stabilità (giustificazioni in parte smentite da Estense.com in quei giorni). Ne seguì un’accesa polemica sulle giustificazioni addotte dal sindaco Tiziano Tagliani e dall’assessore alle finanze Luca Vaccari, con tanto di manifestazione di tutte le opposizioni in centro storico, fino alla definitiva approvazione della manovra tra le polemiche in consiglio. Una situazione che dal 2016, con l’introduzione della nuova normativa, non si potrà più presentare: i Comuni infatti non dovranno più presentare un attivo di bilancio pari alla soglia decisa anno per anno dal Governo, e potranno spendere liberamente le risorse disponibili in cassa per pagare opere e lavori. Di conseguenza non ci sarebbe più spazio neanche per ‘colpi di scena’ come quello che determinò l’aumento delle tasse l’anno scorso: ogni Comune dovrà semplicemente far quadrare i propri conti, senza più interventi ‘dall’alto’ a sparigliare le carte durante l’anno.

Quasi una rivoluzione nel mondo della finanza pubblica, ma per capirlo occorre conoscere la situazione precedente: fino all’anno scorso infatti gli enti locali dovevano sobbarcarsi la riduzione del debito pubblico italiano complessivo, in una misura pari al 3% del rapporto tra debito e Pil. Per fare ciò era necessario chiudere ogni bilancio con un certa liquidità in attivo (circa 3-4 milioni all’anno per Ferrara e città dalle caratteristiche simili, per fornire una cifra indicativa), con cui lo Stato avrebbe poi ripianato il debito nazionale.

LA NUOVA NORMA – Con la nuova normativa il costo della riduzione dello stock del debito non verrà più richiesto ai Comuni e questo, secondo Marattin, garantirà nuovi investimenti sui territori per circa 3 miliardi di euro. Lo spiega lo stesso economista via social network, attraverso il post che riportiamo integralmente: “Da 16 anni il “Patto di Stabilità interno” – che nasceva da esigenza sacrosanta ma con troppe distorsioni applicative – era l’incubo di ogni sindaco e ogni imprenditore che lavorava per la pubblica amministrazione. Con la legge di Stabilità, dal 1 gennaio il governo Renzi lo manda definitivamente in pensione,come promesso sin dai tempi delle prime Leopolde. Viene sostituita da una regola di politica fiscale più europea, più semplice, più stabile e soprattutto più favorevole alla crescita. L’effetto immediato per i comuni infatti è che potranno pagare (se hanno i soldi in cassa) tutti i lavori finora bloccati dal Patto, e potranno impegnare senza problemi tutti i soldi degli avanzi per investimenti (nella parte non proveniente da debito). In più, l’obiettivo non è più un saldo positivo (che obbligava gli enti a “dar sangue” allo Stato) ma il semplice pareggio. Parliamo di un effetto positivo sugli investimenti di almeno 3 miliardi di euro l’anno. Si tratta – conclude Marattin – della più importante riforma strutturale nel comparto enti locali da diversi anni a questa parte, che si abbina – tra le altre cose – all’accelerazione dell’addio al criterio della spesa storica e l’adozione di un sistema basato su costi standard”.

Luca Vaccari

Luca Vaccari

VACCARI – Buone notizie quindi per i Comuni italiani? Ne sembrano convinti il sindaco di Berra Eric Zaghini e il segretario provinciale del Pd Luigi Vitellio, che hanno prontamente rilanciato il post, ma decisamente meno l’assessore alle finanze ferrarese (nonché successore dello stesso Marattin) Luca Vaccari, che teme effetti negativi dall’abolizione di Imu e Tasi sulle prime case. “Premesso che non abbiamo ancora visto un documento ufficiale, che non è ancora a disposizione del Parlamento, la notizia è tendenzialmente positiva perchè con la nuova legge di stabilità si dovrebbe superare il meccanismo una struttura particolarmente onerosa per i Comuni nella redazione dei bilanci. Come sosteneva Marattin, e io lo sostengo ancora, l’onere della riduzione del debito non deve essere scaricato sugli enti locali. Però sono costretto a rinviare un giudizio fino all’approvazione della legge, perché un fattore di incertezza è costituito dall’abolizione di Imu e Tasi su prime case per i Comuni: secondo lo Stato saranno interamente rimborsati, ma ne sarò certo solo quando vedrò i flussi di denaro. Il problema è quali saranno le fonti sostitutive”.

MARATTIN – A fornire garanzie in questo senso è proprio Marattin che, contattato da Estense.com, conferma di non aver mai cambiato idea – come sembra invece suggerire Vaccari – sulla necessità di sgravare gli enti locali dal peso del debito nazionale: “Si tratta di una proposta di riforma – afferma il consulente economico – che come area renziana presentammo la prima volta a Palazzo Vecchio a Firenze nel giugno 2013, e poi proprio a Ferrara, alla presenza di Luca Lotti, nell’ottobre 2013. Fin da quando fui nominato assessore nel 2010 cominciai a studiare il meccanismo del Patto di Stabilità, e mi apparve chiaro che, nonostante l’esigenza di tenere sotto controllo le finanze pubbliche locali fosse sacrosanta, c’era qualcosa di molto distorsivo nel modo in cui veniva attuata la regola fiscale. Ora, dopo 16 anni e grazie al coraggio del governo Renzi, finalmente il meccanismo viene cambiato e diventa più efficiente, più equo, più “europeo”, e più favorevole agli investimenti”. E riguardo al rimborso di Imu e Tasi, Marattin spiega che la norma è già nero su bianco nel testo presentato al Parlamento: “il disegno di legge di Stabilità è disponibile sul sito del Senato da due giorni. Nell’articolo 4 è spiegato chiaramente, e quantificato con numeri, che la compensazione ai comuni dell’abolizione del tributo sulla prima casa sarà integrale; e all’articolo 35 è dettagliato il “pensionamento” del Patto di Stabilità e la sua sostituzione col nuovo meccanismo. Sono sicuro che l’assessore Vaccari ha già visto tutto questo. Del resto, basta leggere. Così come si sarà già accorto che per la prima volta dopo molti anni non è previsto neanche un euro di tagli ai Comuni”.

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