Eventi e cultura
26 Agosto 2015
Entrambi hanno partecipato alle edizioni degli anni '90. Ecco come è cambiato il festival e perchè

Le Salsicce Cosmiche e Marianne si raccontano al pubblico del Fbf

di Elisa Fornasini | 4 min

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The Cosmic Sausages

The Cosmic Sausages

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Le Salsicce Cosmiche, considerati tra i buskers più strepitosi dell’edizione 2015, hanno partecipato per la prima volta al festival nel 1992, per poi tornare nel ’96, 2003, 2007 e infine quest’anno per celebrare il loro 25esimo compleanno. Ma come hanno visto cambiare la manifestazione in questi 23 anni? “A quel tempo suonavano solo venti band e tutte in acustico – ricorda Simon Palmer, contrabbassista del gruppo londinese composto anche da Luke Moreton alla chitarra, Mark Robertson all’armonica, Josephine Gunning al violino, Greg Orford al mandolino e Maurizio Pala alla fisarmonica –. Ora i musicisti sono molti di più e suonano quasi tutti con gli amplificatori, quindi è più difficile sentire noi che invece continuiamo a esibirci completamente in acustico. Ma c’è così tanta gente in giro che ogni band può avere il proprio e numeroso pubblico”.

Marianne Aya Omac

Marianne Aya Omac

“Non esiste niente di questo genere in Inghilterra dove nulla viene fatto gratis” raccontano le Salsicce Cosmiche che parlano del Buskers Festival come una delle loro manifestazioni preferite perché appunto è gratuita per gli spettatori e libera per i musicisti. “È una gioia suonare per il pubblico italiano – prosegue Simon – perché viene con tutta la famiglia, ride e si diverte, sta al gioco ai nostri scherzi. L’aspetto che adoriamo di più dell’evento è infatti la risposta del pubblico che cerchiamo di coinvolgere il più possibile per renderlo protagonista dell’esibizione”. Non a caso si definiscono una ‘party band’ perché il loro scopo è far divertire grandi e piccoli in giro per l’Europa, quello stesso continente che hanno percorso in lungo e in largo durante i loro tour on the road. La loro simpatia ha contagiato anche il pubblico ferrarese che segue i loro spettacoli folk dove vive un miscuglio coinvolgente di brani classici e pop, pezzi di commedia, di teatro e di circo. “Cerchiamo di proporre più generi possibili in maniera comica” confermano gli artisti che hanno deciso di chiamarsi The Cosmic Sausages perché è un nome particolare ma facilmente traducibile in tutte le lingue.

Un’anima folk che caratterizza anche Marianne Aya Omac, la carismatica cantante francese che torna al festival per la quarta volta dopo le partecipazioni nel ’97, 2000 e 2001. “In questi anni ho visto cambiare il festival perché partecipano sempre più musicisti – commenta la bella 43enne, che pratica musica dall’età di 9 anni – ma il cambiamento maggiore riguarda il pubblico: molti spettatori si fermano solo per far le foto e vanno via, non si prendono un momento per sé per gustare tutta l’esibizione. La gente è comunque molto interessata al mio spettacolo dedicato alla world music”. Il suo repertorio spazia dalla musica latina al gospel, dalle canzoni francesi a quelle spagnole, infatti Marianne si esibisce in modo naturale in 3 lingue: francese, inglese e spagnolo.

La parola chiave che sceglie per identificare se stessa e la sua musica è energia. Energia sprigionata sia dalla vibrazione delle corde della sua chitarra che dalla sua splendida voce, quest’anno non accompagnata dai Ginkobiloba ma da Marius Welker, versatile suonatore polistrumentista di cajon, sax e flauto che l’accompagna anche con beat box e cori, formando un armonico duo dal sapore inconfondibile. Ma cosa rappresenta la musica per una cantante, compositrice e musicista che si esibisce con disinvoltura sia in strada che sul palco? “Per me la musica è un ponte tra il cielo e la terra – risponde Marianne – e non ho scelto io questo lavoro, ma penso che sia questo lavoro che abbia scelto me”.

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