
Les Busiciens
Il Ferrara Buskers Festival è una rassegna internazionale ma quest’anno ha un occhio di riguardo per il cuore dell’Europa. La 28esima edizione è infatti dedicata al Belgio, nazione ospite della rassegna del musicista di strada. L’omaggio belga si ricollega culturalmente all’edizione del 2012, quando in occasione delle nozze d’argento della rassegna con il suo pubblico (25 anni), la manifestazione fu dedicata a tutti i Paesi dell’Unione Europea, di cui Bruxelles è il centro. Una dedica che passa sia per gli sponsor (Brussels Airlines è il vettore ufficiale del Fbf 2015) che ovviamente per l’ambito musicale (dei 20 gruppi invitati, 3 provengono dal Belgio).
Per conoscere meglio le storie che si celano dietro agli artisti belgi, abbiamo intervistato Roberta Galeotti, responsabile dei rapporti musicisti, e i tre gruppi invitati: Les Busiciens, Tram33 e The Belgian Bluebirds. “Le tre band si differenziano per gli stili musicali, che passano dalla world music al jazz fino al blues con spruzzi di country e folk – racconta Galeotti – ma tra tutti e tre è nata una bellissima sintonia. Les Busiciens e i Tram33 si sono iscritti al festival e li abbiamo scelti perché sono entrambi bravissimi, mentre per l’invito ai The Belgian Bluebirds dobbiamo ringraziare il giornalista belga Herman Cole che ha fatto da tramite tra il festival e i giovanissimi ‘uccelli blu’”. Per questo suo apporto, Cole è stato nominato consulente onorario della direzione artistica ma un contributo importante è stato dato anche da Vincent Mertens de Wilmars (ambasciatore a Roma) e da Flora Vanelslander (sezione cultura ambasciata del Belgio a Roma).

Tram33
Il nostro viaggio musicale nel cuore dell’Europa parte con Les Busiciens, sei giovani dai 26 ai 30 anni che portano in strada la world music a ritmo di sonorità balcaniche, ska, musica latina, reggae ma anche jazz e valzer. È la loro prima volta al Buskers Festival ma la prima impressione è più che positiva: “Abbiamo già venduto molti cd – raccontano i ragazzi -; si tratta del nostro terzo album di recentissima pubblicazione, intitolato “Rouler rouler” e uscito appena cinque giorni prima di partire. Abbiamo quindi approfittato del festival per presentare il cd e gli spettatori stanno rispondendo bene”. Nonostante sia la loro prima volta a Ferrara, il pubblico italiano si era già dimostrato caloroso nei loro confronti durante il loro tour in Italia, tanto che i ragazzi hanno deciso di imparare la nostra lingua per interagire meglio col pubblico.
Il gruppo – composto da Lara Rosseel (contrabasso), Joachim Gys (fisarmonica), Vitja Pauwels (chitarra), Tine Allegaert (tromba), Joachim Thys (sassofono) e Jonas Malfliet (batteria) – è nato nel 2005 per essere più in contatto con le persone. “Preferiamo suonare in strada perché siamo vicini alla gente” confermano i ragazzi , che si sono conosciuti dieci anni fa a un corso di musica folk e jazz e da allora non si sono più separati. Così sono diventati Les Busiciens, un gioco di parole francese per identificare il loro ruolo di musicisti sempre in viaggio con il bus. Per loro la musica è una professione ma anche un piacere. “È bellissimo lavorare tra amici – raccontano i ragazzi – perché per noi andare in tour è come andare in vacanza. L’elemento che ci contraddistingue di più è appunto l’allegria: allegria per noi perché suoniamo tra amici e per gli spettatori perché vogliamo che tornino a casa allegri”.
‘Novellino’ del festival ma non della musica di strada è anche il duo Tram33, quest’anno l’unico gruppo della rassegna a proporre blues. Nello specifico il loro genere è il blues tout-terrain, “un blues che arriva in tutti i posti come un inarrestabile fuoristrada” spiegano Olivier Dessailly e Eric Wauters che riescono a maneggiare più strumenti contemporaneamente e a suonare marchingegni musicali originali, di cui alcuni costruiti da loro. I due artisti hanno intrapreso questo originale progetto musicale cinque anni fa sulle strade di Bruxelles: Tram33 è appunto il nome di una linea ferroviaria su cui entrambi abitano, anche se uno dei due ha scelto come casa una barca.

The Belgian Bluebirds
“Abito da 25 anni in una barca per inseguire l’idea di libertà – racconta l’artista – e per organizzare eventi, cene e concerti sul fiume. Quello di musicista è il nostro mestiere ma in questo modo abbiamo in piedi tanti altri progetti culturali”. Tra le altre cose, la promozione del loro ultimo cd “Half full”, in vendita durante le performance del duo. “Abbiamo intitolato così l’album per insegnare alle persone a vedere il bicchiere mezzo pieno” spiegano gli artisti, che con l’ottimismo ci vanno a braccetto: la loro colorata divisa d’ordinanza è infatti una maglietta gialla con uno smile che sorride felice. Una felicità che si completa facendo scivolare le dita su una chitarra lap steel elettrica, lasciando vibrare il washbass, le percussioni, le armoniche e il tanpura (tradizionale strumento a corde pizzicate della musica indiana).
L’ultima band proveniente dalla nazione ospite è The Belgian Bluebirds che, nonostante la giovanissima età dei quattro componenti, riporta in auge i ruggenti anni ’20 e ’30 del grande jazz. La giovane età degli ‘angeli blu’ (Andreas Smet – chitarra, Tom Peeters – batteria, Jasper Peeten – basso, Frank James – tastiera) rende ancora più incredibile le loro performance, in cui convivono intensità e spontaneità, disinvoltura e maestria, improvvisazione e tecnica. Gli artisti, che esprimono ad ogni esibizione carisma personale e sintonia di gruppo, provengono da Gent, , importante centro delle Fiandre, dove frequentano il conservatorio e i cui studi vengono seguiti da assi del jazz belga. Una continua ricerca che permette a questi giovani talenti di declinare il jazz del secolo scorso con estro e creatività: il pubblico del Ferrara Buskers Festival deve quindi prepararsi ad ascoltare i pezzi jazz che hanno fatto la storia, come Bluesette di Toots Thielemans e Minor Swing di Django Reinhardt, come non si erano mai sentiti prima.
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