Emergenza Grattacielo. Il Terzo Settore in prima linea
Di fronte all'emergenza che ha coinvolto le persone sfollate dal Grattacielo di Ferrara nella giornata di giovedì 12 febbraio, il Terzo Settore si è messo subito al lavoro
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“Expo deve solo aprire i cancelli il 1° maggio e poi l’evento si fa da solo”. Sembra una dichiarazione ottimista e positiva sull’Esposizione Universale di Milano quella lanciata dal direttore Affari Istituzionali Expo Roberto Arditti, ma quella dell’apertura non è mica una questione da poco. I ritardi sono all’ordine del giorno: a 20 giorni dall’apertura, le opere completate sono solo il 21%, il 14% è in fase di verifica amministrativa, in corso di collaudo o sospeso, mentre i lavori in corso sono ben il 65%. Il cantiere procede senza sosta per arrivare in tempo all’inaugurazione. Problemi che non sembrano preoccupare più di troppo Arditti che venerdì sera, ospite d’onore dei Lions Club all’istituto alberghiero Vergani, si è dimostrato entusiasta dell’avventura che fra poco proietterà l’Italia nel mondo. Anzi, ci scherza pure sopra.
“L’Italia torna ad ospitare l’Esposizione Universale dopo averla organizzata una sola volta nel 1906 – ricorda il direttore Expo – e anche in quell’occasione fummo in ritardo. Il tema scelto fu quello dei trasporti, in omaggio al traforo del Sempione, e la data individuata fu il 1905, anno in cui era previsto il termine del tunnel. Ma i ritardi nei lavori della galleria imposero gli organizzatori a chiedere una deroga e a rimandare l’esposizione all’anno successivo. Con l’apertura puntuale del 1° maggio – sorride Arditti – saniamo la ferita aperta un secolo fa”. La storia, però, insegna anche che “dove girano investimenti importanti, si attirano gli appetiti dell’illegalità”. Ed è proprio la mafia, a detta di Arditti, la causa dei ritardi, imputabili quindi all’efficacia degli anticorpi alla criminalità organizzata. “Invece di screditare – commenta il direttore – dovremmo essere orgogliosi dei meccanismi di controllo che funzionano”.
L’ottimismo per l’esposizione universale e le critiche per gli inguaribili no-Expo vengono sfoderate nell’arco di tutta la cena conviviale. “L’evento ha una forza straordinaria – commenta Arditti – e come tutte le avventure con una lunga storia non va mai snaturata. Sarà un viaggio in giro per il mondo per scoprire le straordinarie eccellenze gastronomiche del pianeta e le scoperte pioneristiche nel campo dell’agricoltura; un viaggio capace di affascinare, stupire e spiegare, che ha sempre avuto uno straordinario successo nel corso dei secoli e così sarà quest’anno”. Motivo di orgoglio per il direttore è il record assoluto di padiglioni, a quota 54, mentre a Shangai erano 42. Sulla carta, Milano batte la grande potenza della Cina. Una sfida che “l’Italia deve giocarsi al meglio con la mobilitazione generale dei territori e lo scambio di centinaia di migliaia di biglietti da visita”.
“Maneggiamo un patrimonio formidabile di cui dovremmo essere più consapevoli e orgogliosi – ammonisce Arditti – perché, nonostante tutti i difetti italiani, c’è una gran voglia d’Italia in giro per il mondo. Sono fattori che dobbiamo percepire invece di criticarci dall’interno, dobbiamo guardare al futuro con una fiducia ritrovata in quello che siamo, un popolo straordinario che il mondo guarda con simpatia”. In pratica siamo un Paese che fa venire l’acquolina in bocca, ovviamente grazie anche alla “cucina più buona del mondo, il cui segreto del successo risiede nel fatto di essere una cucina di popolo facilmente replicabile in cui a fare la differenza non sono le abilità dello chef ma la bontà degli ingredienti”. Ecco perché il tema dell’alimentazione sembra aver convinto il mondo intero già prima dell’apertura dei battenti.
Il tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita” è anche l’ideale dell’istituto alberghiero Vergani, i cui studenti, ricorda la dirigente scolastica Roberta Monti, parteciperanno in massa all’Expo con visite dal 7 maggio fino a ottobre. Un connubio Ferrara-Milano che, nel suo piccolo, è già partito questo fine settimana con il Salone Nazionale delle Sagre – Misen. “Il cibo di oltre 100 sagre d’Italia – spiega Paolo Bruni, presidente del Lions Club Portomaggiore San Giorgio – si ritrova a Ferrara Fiere in attesa dell’Expo di Milano che parlerà del cibo del mondo. Da un evento relativamente piccolo a un evento di caratura mondiale, per riscoprire i valori del rapporto con la terra che si stanno perdendo”.
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