20 Marzo 2015
In cantiere nuovi luoghi trasversali di incontro rispetto alle aree e ai target presenti

Programmazione tutta nuova per il Piano per la Salute

di Elisa Fornasini | 3 min

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OLe cinque macroaree in cui è suddiviso il Piano per la Salute e il Benessere sociale, non sono più sufficienti per far fronte ai cambiamenti sociali degli ultimi anni. Il documento programmatico di prospettiva triennale con il quale i Comuni associati definiscono le politiche sociali e socio-sanitarie rivolte alla popolazione del Distretto Centro Nord di Ferrara, non sarà più suddiviso nei cinque target consueti (minori e genitorialità, adolescenti e giovani, autonomia e adulti con disabilità, anziani e domiciliarità, inclusione sociale) ma per problemi trasversali (povertà e vulnerabilità, fragilità, lavoro e mobilità). È questa in sintesi la proposta presentata oggi pomeriggio nella sala consiliare durante l’incontro pubblico di rendicontazione del piano attuativo 2014 e di avvio della programmazione 2015.

“Dal 2015 si potrebbe uscire da questo sistema molto strutturato – spiega Chiara Sapigni, nella doppia veste di assessore alla Sanità e Servizi alla Persona e di presidente del Distretto Centro Nord – e fare un passo in avanti per individuare una programmazione che tenga più conto delle modifiche del mondo sociale. Lo scopo della proposta è quello di sperimentare forme innovative individuando aree trasversali, quindi, per arrivare a una programmazione che allarghi gli incontri anche a quei soggetti solitamente non presenti e non previsti dai piani, lavorando non più su uno specifico target ma in maniera trasversale”.

OLa maggiore inclusione delle persone in difficoltà si riversa anche sul nuovo modello di progettazione partecipata che coinvolgerà di più le comunità: “Abbiamo proposto alla Regione – prosegue l’assessore Sapigni – di rendere le Community Lab degli strumenti di sistema finalizzati alla programmazione dei piani attuativi. L’idea alla base della proposta è quella di riformare il processo di programmazione in modo più partecipativo, coinvolgendo soggetti eterogenei tra Comuni, Asp, aziende sanitarie, terzo settore, associazioni, cooperative e volontariato. In questo momento di difficoltà e di aumento dei problemi, infatti, la strategia di uscirne insieme è la chiave vincente”.

Cambiamenti considerati necessari alla luce del fatto che l’ultimo piano è stato firmato 5 anni fa, e da allora non ha praticamente più subito variazioni. Il fattore ovviamente più necessario, però, sono le risorse “di cui non c’è certezza”. Parola della Sapigni che si dimostra un po’ preoccupata anche per quanto riguarda le tempistiche: “Ci stiamo muovendo in anticipo per essere pronti quando arriveranno le risorse dalla Regione” assicura l’assessore, anche se non si sa ancora a quanto ammonteranno i fondi e soprattutto quando arriveranno.

Dopo la relazione introduttiva di Lucia Bergamini, dirigente del Servizio Interventi Sociali, la rappresentazione delle numerose attività svolte nelle cinque aree è stata presentata dai diversi responsabili: Bianca Orsoni (minori e genitorialità), Sabina Tassinari (adolescenti e giovani), Alessandro Venturini (autonomia e adulti con disabilità) e Patrizio Fergnani (anziani e domiciliarità, inclusione sociale). I referenti del piano, con il sistema delle tag cloud, hanno illustrato le parole chiave specifiche di ogni area. La seconda parte dell’incontro, dedicata appunto all’avvio della programmazione 2015, si è svolta in modalità di discussione aperta per individuare in maniera partecipata le nuove modalità di lavoro. Il confronto tra pubblico e istituzioni, è stato accompagnato da Vincenza Pellegrino, docente di Sociologia dell’Università di Parma e formatrice Community Lab.

L’incontro sarà replicato giovedì 16 aprile alle 15 presso la sala riunioni dell’Unione dei Comuni Terre e Fiumi a Copparo.

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