Emergenza Grattacielo. Il Terzo Settore in prima linea
Di fronte all'emergenza che ha coinvolto le persone sfollate dal Grattacielo di Ferrara nella giornata di giovedì 12 febbraio, il Terzo Settore si è messo subito al lavoro
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Occhiobello. Via Eridania, considerata una storica arteria del commercio, trasforma la sua spiccata vocazione tematica in un vero e proprio distretto territoriale del commercio. È nato infatti l’Eridania Distretto che comprende Occhiobello e Stienta: i due Comuni, uniti anche da un accordo di partenariato, hanno vinto un bando emanato dalla regione Veneto per progetti pilota finalizzati allo sviluppo del commercio nei centri storici e urbani. L’intervento, che verrà realizzato entro il 30 giugno 2016, è finalizzato alla riqualificazione dell’area commerciale esistente nella direttrice che collega i due comuni perché viene vista come potenziale fonte di innovazione, integrazione e valorizzazione delle risorse di cui dispone il territorio.
Lo scopo del progetto – che vede il Comune di Occhiobello come capofila, seguito dal Comune di Stienta, dalle imprese commerciali locali, dalle associazioni di artigiani, dalla Confcommercio Ascom Rovigo, dalla Federdistribuzione e dalle associazioni di volontariato e promozione locale – è appunto quello di incentivare le attività imprenditoriali che si sviluppano lungo via Eridiana, incrementare il mercato locale e accrescere la competitività commerciale del territorio. Per raggiungere questi obiettivi si prevede un investimento totale di 290mila euro: il contributo regionale è di 101.500 euro su 147mila richiesti (pari al 70% del cofinanziamento regionale previsto); il Comune di Occhiobello, come capofila del progetto, investirà 107,250 euro mentre il Comune di Stienta 35,750 euro. All’appello mancano 45,5 mila euro che verranno recuperati con altri contributi comunali.
“Il Veneto è la prima regione in Italia – annuncia l’assessore regionale al commercio Maria Luisa Coppola – a proporre distretti del commercio per favorire politiche attive sul territorio, solo le amministrazioni lungimiranti hanno colto questa opportunità e l’hanno saputa portare a compimento. L’elevato numero di partner supera il luogo comune che vede i commercianti contrapposti alla grande distribuzione: il distretto è un’unica comunità che verrà coordinata dal manager del distretto. È questa l’altra grande innovazione: l’individuazione di una figura nuova, che non farà parte né del Comune né delle associazioni, per coordinare tutta la fase di realizzazione di raccordo fra pubblico e privato. Tutto questo andrà di pari passo – anticipa l’assessore regionale – con un altro progetto regionale che coinvolgerà la parte della ristorazione della gastronomia: il nostro territorio si prepara ad essere all’avanguardia”.
A illustrare nel dettaglio il progetto, a cui hanno aderito finora trenta esercenti ma molti altri se ne aggiungeranno strada facendo, è l’assessore comunale alle attività economiche Irene Bononi che rendiconta ogni singolo euro dell’iniziativa: dalle spese di progettazione (10mila euro) all’inserimento del manager del distretto (25mila euro), dal potenziamento dell’illuminazione pubblica (45mila euro) al posizionamento dell’arredo urbano (15mila euro), dal rifacimento della segnaletica stradale (40mila euro) all’allestimento di telecamere di videosorveglianza (117mila euro), dalla creazione di una piattaforma web (5mila euro) alla formazione degli addetti (5mila euro), dal progetto di visual marketing (3mila euro) all’organizzazione degli eventi (10mila euro), dalla preparazione di gadget (5mila euro) alla postazione noleggio bici (3mila euro), dall’ufficio turistico (2mila euro) al monitoraggio (5mila euro).
“Il centro commerciale a cielo aperto esisteva già lungo via Eridania – ricorda la rappresentante Ascom Alessandra Sguotti – ma meritava il giusto incentivo per riprendersi in un’ottica di innovazione e tradizione: la necessità infatti è quella di dare nuovo valore alle attività senza perdere la storica identità che caratterizza ciascun territorio”. Dopo la presentazione del logo, che rappresenta le diramazioni di via Eridania, l’importanza del fiume Po e un tetto che simboleggia la volontà di essere sotto la stessa casa, la parola è passata ai sindaci dei due Comuni interessati. Per il primo cittadino di Stienta Cristiano Corazzari “la nascita del distretto è un motivo di rilancio che ci fa guardare con speranza al futuro. Abbiamo intrapreso un percorso comune con Occhiobello che, anche nel rilancio dell’economia e del commercio, trova obiettivi comuni che continueranno nel tempo”.
Il sindaco occhiobellese Daniele Chiarioni sottolinea invece i punti di forza e di debolezza del progetto: “La rapidità con cui la Regione ci ha comunicato l’assegnazione del contributo ci permette di confrontarci nell’immediato con Stienta per decidere come coprire la parte non finanziata e dare l’avvio al progetto; però devo purtroppo criticare un mancato caso di lungimiranza dato dalla mancata adesione del consorzio degli operatori economici di via Eridania che di fatto non esisterà più. Il distretto – conclude Chiarioni – è un risultato e una risposta alle critiche di immobilismo e di poca attenzione verso il tessuto economico e verso la sicurezza: l’investimento più cospicuo, infatti, andrà nel sistema di videosorveglianza”.
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