Emergenza Grattacielo. Il Terzo Settore in prima linea
Di fronte all'emergenza che ha coinvolto le persone sfollate dal Grattacielo di Ferrara nella giornata di giovedì 12 febbraio, il Terzo Settore si è messo subito al lavoro
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Le ferite del terremoto sono ancora visibili, pur nella loro assenza. Una ferita aperta lungo uno degli assi principali della città, data dalla mancanza dei pinnacoli della Prospettiva di corso Giovecca, sta per essere ‘curata’: a metà 2015 prenderanno il via i lavori di riposizionamento dei pinnacoli, rimossi per motivi di sicurezza dopo gli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012.
Il progetto esecutivo, che consentirà il completo ripristino dell’aspetto originario della porta monumentale prima del terremoto, è già stato approvato; la messa in gara dei lavori è in programma a fine gennaio mentre l’inizio del cantiere, che durerà 40-60 giorni, è previsto tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate. Ipoteticamente a fine luglio, quindi, sarà possibile rivedere gli undici pinnacoli di circa 2,4 metri di altezza e un peso di 1 tonnellata ciascuno, ritornare nella propria sede originaria per ergersi di nuovo verso il cielo estense. L’importo complessivo dei lavori ammonta a 60mila euro, di cui 19mila finanziati dall’amministrazione comunale utilizzando parte del rimborso assicurativo per danni causati dal sisma, e i restanti 41mila euro finanziati da privati con un contributo di 6mila da parte di Ferrariae Decus e di 35mila da parte della Cassa di Risparmio di Ferrara con fondi raccolti attraverso il conto corrente “Carife aiuti terremoto”.
“Non è un caso che il Comune, il sistema bancario della città e l’associazione principale per la tutela del patrimonio storico di Ferrara – commenta l’assessore ai Lavori Pubblici Aldo Modonesi – uniscano le proprie forze per recuperare la Prospettiva perché si tratta di salvaguardare un monumento simbolo della nostra città e di ristabilire la normalità dopo il terremoto. Da questo punto di vista è stato un anno impegnativo: quest’anno abbiamo chiuso la prima fase degli interventi post sisma e a breve partirà la seconda fase che verrà a sua volta divisa in due parti. Nel primo semestre del 2015 – spiega Modonesi – verranno avviate le gare e gli interventi al di sotto dei 100mila euro, il secondo semestre sarà invece dedicato agli interventi di recupero più consistenti come il restauro di palazzo Massari e della Certosa”.
A rendicontare i risultati raggiunti e gli obiettivi futuri è anche il presidente della Fondazione Carife Riccardo Maiarelli che presenta la ripartizione degli oltre 162mila euro raccolti nel conto “aiuti terremoto”, in quattro progetti a Poggio Renatico, Mirabello, Vigarano Mainarda e Ferrara, dove il contributo è stato appunto destinato a “far riacquistare valore alla Prospettiva con i suoi simboli monumentali”. “La porta monumentale è un punto di riferimento e di immagine per la città – conferma il presidente della Ferrariae Decus Michele Pastore – per questo siamo orgogliosi di aver partecipato come associazione al ripristino della Prospettiva. Ora siamo pronti a intraprendere una strada nuova, mettendo in campo nuove collaborazioni con altre associazioni per dare una mano all’amministrazione. L’inizio di un percorso diverso è dato dai nostri incontri con i musei civici d’Arte Antica per ‘adottare’ un’opera d’arte negli archivi che ha bisogno di essere restaurata per tornare patrimonio della città”.
Del patrimonio dei pinnacoli si sono occupati i tecnici del Servizio Beni Monumentali, coadiuvati da Antonio Tralli e da Michele Simoni dell’Università degli Studi di Ferrara come progettisti strutturali e da Francesco Scafuri per le ricerche storiche. “Si tratta di un progetto all’avanguardia – spiega Antonio Tralli, in veste di consulente del progetto e di presidente del Comitato Tecnico Scientifico dell’Emilia Romagna – perché i pinnacoli verranno riposizionati con isolatori sismici progettati ad hoc per questo intervento. Questi dispositivi passivi di protezione sismica non invasivi, infatti, sono diffusi in altri ambiti strutturali come i ponti ma sono stati utilizzati anche per preservare altre sculture come i Bronzi di Riace. Di solito si frappone tra il terreno e la struttura dei materiali deformabili per ottenere il massimo isolamento sismico nelle direzioni orizzontali e verticale, ma in questo caso la funzione di isolamento sarà affidata direttamente ai basamenti dei pinnacoli. In pratica non abbiamo inventato niente di nuovo ma abbiamo applicato questa tecnologia in maniera diversa, è il primo intervento di questo tipo e nella progettazione c’è stato da divertirsi”.
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