Cronaca
7 Dicembre 2014
I genitori del comitato 'Bambini fuori dal Comune': "Non ci metteremo il cuore in pace"

Esternalizzazioni, ora la controffensiva dei genitori

di Daniele Oppo | 4 min

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IMG_20141206_161410007“Andremo a fargli gli auguri di Natale stracciando le tessere elettorali sotto casa loro”, provoca uno dei genitori del comitato “Bambini fuori dal Comune”, quelli delle scuole comunali d’infanzia i cui servizi educativi sono destinati all’esternalizzazione dal prossimo anno (Jovine e Pacinotti). Alcuni di loro si sono riuniti infatti in assemblea per programmare le prossime mosse per opporsi alla proposta (o alla decisione?) del Comune, a partire dall’incontro con Tiziano Tagliani, sempre se il sindaco accetterà il confronto.

La riunione del comitato, tenuta nel pomeriggio di sabato, è un po’ caotica, in tanti vogliono dire la loro ma alla fine le decisioni condivise arrivano, sia sui temi da affrontare con il sindaco che sulle mosse da intraprendere per coinvolgere la cittadinanza. “Se il sindaco ci dirà che non è tutto già deciso allora gli mostreremo la lettera che l’Istituzione scolastica ha mandato anche alle cooperative e ci dovrà spiegare cosa significa”, afferma, combattiva, una mamma. Altro tema che verrà portato all’attenzione di Tagliani è quello che riguarda la comunicazione “gestita in maniera vergognosa – afferma un’altra mamma -: un altro po’ e avremmo scoperto le intenzioni del Comune al momento delle iscrizioni per il prossimo anno”. C’è poi il discorso della continuità formativa. Qualcuno obietta che il discorso così possa essere inteso come troppo personale, ma altri osservano che, oltre alla qualità, proprio la continuità è stata uno dei motivo principali nell’effettuare la scelta tra nido comunale e privato, anche a discapito della comodità. Altro discorso di principio è la gestione privata del servizio pubblico: “Fosse per me allo Stato non affiderei nulla – afferma un giovane padre -, ma se gli insegnanti delle cooperative sono pagati con i soldi pubblici allora vengano scelti con un concorso pubblico e non a discrezione della cooperativa che sceglie chi vuole e con pochi vincoli. E così anche per la formazione: deve essere dello stesso livello in modo che ci sia la garanzia di procedure corrette”. Sempre su questo tema arriveranno al sindaco anche richieste di chiarimenti sulle modalità dei controlli e delle verifiche effettuate nelle scuole già affidate al privato, e non pochi, anche per via di testimonianze più o meno dirette, mostrano di essere scettici sulla loro reale effettività. Non da ultima anche la questione economica viene dibattuta: i componenti del comitato vogliono chiarezza sugli effettivi risparmi e si chiedono se non sia possibile trovare risorse tagliando altrove oppure recuperando le risorse mancate a causa delle rette non pagate dalle famiglie in difficoltà (fenomeno che per il Comune, come spiegava la dirigente Donatella Mauro durante il primo incontro con i genitori, sta diventando rilevante) rivalendosi anche sulla tassazione generale e non semplicemente penalizzando gli utenti attuali del servizio.

IMG_20141206_161652527_HDRMa, soprattutto, i genitori promettono una battaglia ad oltranza: “Loro contano sul fatto che desisteremo una volta che approveranno i bilanci – afferma uno di loro -. Noi dobbiamo dimostrargli che non sarà così, che non ci metteremo il cuore in pace e che siamo pronti a rompergli le scatole per mesi. Se tutti sono d’accordo dentro il consiglio comunale, vedranno che fuori le cose vanno diversamente”. E così circola l’idea di andare a manifestare al prossimo consiglio comunale, quello del 9 dicembre, con uno striscione, o con le bocche chiuse dallo scotch come primo passo. Più di sostanza è l’idea di allargare la platea degli interessati, da altri genitori “perché – osserva un’altro componente del comitato – se l’obiettivo è arrivare al 40% di esternalizzazioni la prossima volta potrebbe capitare alle scuole dei loro figli”, alle altre realtà fuori Ferrara, come Bologna, che ha già vissuto questa esperienza. Una mamma afferma di essere già in contatto con il sindacato Usb che si starebbe già muovendo per coordinare qualche iniziativa con la sezione felsinea che già diede battaglia su questi temi.

Ci sono, infine, una raccolta firme già in atto e i banchetti programmati in via Garibaldi e a Villa Fulvia per coinvolgere il resto dei ferraresi, magari regalando qualche gadget per ricordare che quei bambini ‘fuori dal Comune’ non ci devono andare.

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