Contratto di area umida per il Volano: percorso partecipativo nella fase conclusiva
Il percorso verso la firma del Contratto di Area Umida del Po di Volano è ormai alle battute finali e si avvicina al traguardo della firma
Il percorso verso la firma del Contratto di Area Umida del Po di Volano è ormai alle battute finali e si avvicina al traguardo della firma
Addio a Paolo Zappaterra, fotoreporter ferrarese scomparso nella notte tra il 30 e il 31 marzo. Ha lavorato per importanti agenzie internazionali come Grazia Neri e Contrasto, oltre ad aver realizzato documentari di viaggio per la Rai
Assemblea dei condomini del Grattacielo: servono oltre 2,1 milioni per i lavori antincendio, mentre la morosità supera 1,4 milioni. Saldato il debito con l’ex amministratrice, ma l’allarme resta: “Senza pagamenti non si può ripartire”
Dalla riunione di condominio del Grattacielo del 30 marzo emerge un’importante indiscrezione. Una grossa ditta italiana, con un business sviluppato anche all’estero, starebbe valutando di investire sulle torri ferraresi
Sono stati tutti convalidati gli arresti dei cinque membri della banda fermata ai lidi dopo un tentato furto al supermercato Aldi di Rovigo. Si tratta di cittadini di nazionalità kosovara, tutti uomini di età compresa tra i 26 e i 45 anni, specializzati in furti ai danni di supermercati messi a segno durante le ultime settimane in diverse aree del Nord Italia
È atteso a giorni. Sarà un bando a scegliere la persona giuridica cui affidare la gestione dell’ex caserma di via Poledrelli. Il bando verrà indetto dalla Provincia di Ferrara. Una condizione che viene imposta dalla Regione in ragione del cofinanziamento di 800mila euro (divisi in egual misura tra Regione e Castello) di soldi pubblici che andranno a beneficio della ristrutturazione degli spazi comuni.
C’è da dire che la Regione non ha ancora proceduto alla concessione e all’impegno del contributo, “né tantomeno – si legge nella risposta all’interpellanza del consigliere Malaguti – alla firma della convenzione”. La Provincia, in base alla convenzione, è tenuta a determinare le condizioni affinché “l’intervento sia realizzabile e cantierabile da ogni punto di vista, a realizzare gli investimenti indicati, al rispetto dei termini e delle condizioni stabilite dalla convenzione e a individuare il soggetto gestore della struttura o indicare i criteri per la sua selezione, secondo le leggi vigenti”.
Il gestore della struttura “si farà carico dell’onere di assicurare la sostenibilità economica e la continuità dell’intervento; l’individuazione dovrà avvenire a norma di legge e pertanto, riteniamo, con criteri di evidenza pubblica”.
Ovvio che a questo punto l’assegnatario potrebbe non essere l’associazione Spazio Grisù, quella da cui è partita l’idea della factory creativa in via Poledrelli. L’idea di partenza, creare impresa creativa e allo stesso tempo strappare al degrado un immobile pubblico dismesso senza utilizzare soldi pubblici, è naufragata da tempo. Per venire incontro alle imprese (insediate o insediande a seconda delle varie tesi), la Provincia ha aderito al progetto regionale che prevedeva un cofinanziamento per lo sviluppo di aree dismesse da rivitalizzare. Da qui la ricerca del bando, l’ottenimento e la clausole che condizionano la concessione di quei fondi pubblici.
Logicamente la novità non era preventivata quando è nata l’idea (nell’estate del 2012) di Spazio Grisù, idea poi pubblicizzata in tutta Italia come la prima factory creativa dell’Emilia-Romagna, anche se il cantiere è ancora in alto mare. Con gli 800mila euro le aree comuni dovrebbero ora cambiare volto, visto che il finanziamento serve per la messa in sicurezza dell’edificio e per l’abbattimento delle barriere architettoniche ancora in essere nonostante le attività che si svolgono all’interno (in previsione c’è anche la realizzazione di un ascensore).
Quanto invece alle imprese creative e culturali che intendono partecipare a Grisù, sempre la Regione fa sapere che “sono selezionate attraverso un avviso pubblico permanente on line accessibile a tutte le imprese che abbiano le caratteristiche di appartenenza alle industrie culturali e creative” e che “non c’è alcun rischio di discriminazione nei confronti di imprese o associazioni attualmente non selezionate, a condizione che abbiano i requisiti”.
Si attende ora la pubblicazione del bando e le richieste di adesione che arriveranno presso gli uffici del Castello. Di fronte alla eventuale ‘concorrenza’ non si scompone Ilaria Baraldi, del direttivo di Spazio Grisù, che anzi con molta sportività si augura “che vinca il bando un soggetto capace di sviluppare quel progetto. Bene se sarà Grisù, bene se sarà qualcun altro, ancor meglio se sarà Grisù assieme a qualcun altro”. Una dichiarazione che potrebbe lasciar spazio a intese tecniche per portare all’associazione un apporto tecnico-giuridico che potrebbe evitare altri passi falsi.
Al momento però, Ilaria Baraldi guarda solo al fine: “il nostro interesse è far riuscire la factory. Se lo portiamo avanti noi perché siamo capaci bene, se non lo siamo avanti un altro”.
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