Cronaca
13 Maggio 2014
Il candidato di Valori di Sinistra condanna l'azienda pubblica per non aver utilizzato il 'tesoretto' durante l'emergenza sisma

Fornaro: “Asl e terremoto, 7,5 milioni di euro chiusi in un cassetto”

di Redazione | 2 min

Leggi anche

Fiera bis. La difesa di Parisini: “Sentenza che certifica condotta legittima”

Dopo il deposito delle quasi 130 pagine di motivazioni con cui il gup Andrea Migliorelli ha spiegato il modo in cui è crollato - nella quasi totalità - l'impianto accusatorio nel processo Fiera bis, la difesa di Filippo Parisini, ex presidente dell'ente, prosciolto dalle accuse più gravi, commenta con soddisfazione quanto scritto dal giudice

admin-ajax (30)“Tagliani si lamenta che i suoi avversari non parlano di welfare? Allora spieghi ai cittadini dov’era nel momento di massimo bisogno, quando i fondi non venivano utilizzati per venire incontro alla parte più debole della popolazione”. Non vanno già a Giuseppe Fornaro, candidato sindaco per Valori di Sinistra, le critiche espresse dal sindaco Tagliani agli avversari nella corsa elettorale, soprattutto se il discorso tocca il tasto del welfare. Perchè il contrattacco di Fornaro si poggia su un ‘tesoretto’ non da poco: sette milioni e mezzo di euro che, secondo il candidato, l’Asl non avrebbe impiegato per la popolazione durante la drammatica emergenza che venne dopo il sisma del 2012.

“Nell’anno del terremoto, era il 2012 – afferma Fornaro -, nei cassetti dell’Asl di Ferrara rimangono ben sette milioni e mezzo di euro non spesi del fondo regionale per le non autosufficienze. Proprio nell’anno in cui maggiori erano i bisogni in particolare delle popolazioni colpite dal sisma, e soprattutto della parte più debole, ci si permette di tenere chiusi i forzieri. L’unica parola per definire tutto ciò è vergogna! Quei fondi saranno poi trascinati nel bilancio 2013, come da delibera n. 150 del 4 luglio dello stesso anno. Solo per il distretto centro-nord dell’Asl, che comprende i comuni di Ferrara e Copparo nel 2012 rimangono non spesi ben tre milioni e 675mila euro”.

“Sarebbe interessante – continua il candidato ferrarese – capire quanta parte della quota del Comune sullo stesso fondo è stata spesa e se sono rimasti residui, perché ciò non si evince dal suo bilancio di mandato. Ma soprattutto, è interessante capire quale politica di indirizzo delle scelte compiute dalle aziende sanitarie il Comune di Ferrara è stato in grado di mettere in campo. Stando ai numeri pare proprio ben poca cosa, a fronte di un bisogno crescente derivante da una crisi che sta strangolando le famiglie e mette in ginocchio quelle più bisognose. Questa è la dimostrazione ulteriore di come la politica si sia spogliata del proprio ruolo di indirizzo in tema socio sanitario delegando la gestione, ma anche le scelte strategiche, a direttori generali di stretta fede politica. Se così è vuol dire che quei direttori generali incarnano scelte di indirizzo che rispondono ad una logica precisa che è condivisa dalla politica: il contenimento della spesa anche sulla pelle dei più deboli. A questa macelleria sociale noi non ci stiamo”.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com