All’Ariosto col coltello. Voleva ferire a caso e togliersi la vita
Nessun movente specifico nell'azione del giovane arrestato dopo l'agguato nei bagni dell'istituto. Da tempo soffre di problemi psichiatrici acuiti dopo la pandemia
Nessun movente specifico nell'azione del giovane arrestato dopo l'agguato nei bagni dell'istituto. Da tempo soffre di problemi psichiatrici acuiti dopo la pandemia
Una relazione da film dell'orrore. Un anno e mezzo di convivenza in cui lui, non solo l'avrebbe riempita di minacce e botte, ma l'avrebbe anche violentata sessualmente, spesso e volentieri perché 'annebbiato' dall'abuso di alcolici e di sostanze stupefacenti
Schianto frontale nella serata di giovedì 1° ottobre lungo la strada Eridania, a Santa Maria Maddalena, frazione di Occhiobello. L’incidente è avvenuto intorno alle 19.15, nei pressi del civico 140, dove un’automobile si è scontrata con un’ambulanza
Sulla spiaggia di uno stabilimento balneare era scoppiata un'accesa lite tra un gruppo di giovani. Nel corso del tafferuglio, un ventiseienne residente fuori provincia era stato colpito violentemente alla testa con una bottiglia di vetro
Cinque anni e due mesi di carcere. Arriva un'altra condanna in primo grado per Aissa Moncef, 59enne di nazionalità tunisina già condannato per tentata estorsione ai danni di un ristoratore ferrarese
Un parroco accusato di pedofilia, mentre il padre della presunta vittima viene imputato per estorsione proprio ai danni del religioso. Si complica sempre più il caso di un prete della provincia ferrarese che in questi mesi sta affrontando il processo per i presunti atti di pedofilia verso il figlio di una coppia a cui aveva dato ospitalità. Un accusa che l’imputato aveva sempre negato, affermando di essere finito nella “trappola” del padre del bambino che, minacciato di sfratto, avrebbero detto al religioso: “Se mi cacci ti denuncio per pedofilia”.
La vicenda ha inizio nel 2010, quando la famiglia giunge in un paese della provincia ferrarese e viene ospitata dal don, 60 anni, che offre loro vitto e alloggio. Ben presto la convivenza inizia a stare stretta e il prete invita la famiglia ad andarsene. Il 35enne non la vede allo stesso modo e ne nasce una causa civile che darà ragione al sacerdote. La famiglia – marito, moglie e due figli piccoli – però non trasloca nemmeno dopo la sentenza di occupazione abusiva dell’appartamento. Intanto parte la denuncia per violenza sessuale ai danni del bambino della coppia, di pochi anni. Si parla di particolari attenzioni ricevute dal minore durante una festa di compleanno.
Ne è nato così un “doppio processo”, in cui il ‘don’ accusa il padre di bambino di estorsione, ma è a sua volta accusato di atti di pedofilia. Su questo fronte il tribunale sta vagliando le istanze difensive, in particolare per quanto riguarda l’alibi che il prete ha presentato per il giorno dei fatti. La denuncia per minacce ed estorsione era stata stoppata invece di fronte alla richiesta di archiviazione della procura. Un’archiviazione che ha trovato l’opposizione formale degli avvocati Claudio Maruzzi e Marcello Carmelo, difensori del prete, raccolta dopo l’ultima udienza dal giudice Tassoni, che ha disposto l’imputazione coatta per il padre del bambino. Ora la procura avrà due settimane di tempo per formulare l’accusa, poi partirà anche il processo ‘a parti invertite’ in cui il don sarà presente come parte civile.
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