Cronaca
1 Febbraio 2014
Condannata in primo grado per circonvenzione di incapace

Circuisce il vicino 90enne per avere il testamento

di Marco Zavagli | 2 min

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admin-ajax.php_2Due anni e tre mesi per circonvenzione di incapace. È la pena inflitta in primo grado dal tribunale di Ferrara a Giuliana Ienco per aver convinto il vicino novantenne a intestarle parte del testamento e un deposito bancario da 220mila euro.

I fatti risalgono alla fine del 2011, quando l’imputata – 39enne originaria di Locri, in provincia di Reggio Calabria – inizia a frequentare assiduamente la casa dei vicini, una coppia di anziani. La donna si reca quotidianamente ad assistere il dirimpettaio, rimasto senza badante e con la moglie in ospedale. La 39enne, difesa dall’avvocato Elisabetta Stabile, riesce a circuire la presunta vittima, assistita dall’avvocato Lara Adamo, e a conquistare la sua fiducia. Tanto da riuscire, “abusando dello stato di deficienza psichica” di questi, come scrive il pm Nicola Proto nel decreto di citazione a giudizio, a farsi cointestare il deposito (la stessa consulente della procura ha descritto l’anziano come persona dalle “capacità mentali compromesse”, con “incapacità di astrazione” e “sintomi compatibili con un deterioramento cognitivo”). Questo in cambio della promessa di accudire il vicino fino alla fine.

Quando si recano in banca per la doppia firma i funzionari, insospettiti da tanta liberalità, avvertono i carabinieri, che effettuano una perquisizione nella casa della donna. Qui troveranno anche un testamento olografo datato 8 febbraio 2012 e firmato dall’anziano vicino, nel quale veniva disposto che, alla sua morte, l’abitazione dell’uomo sarebbe stata assegnata da febbraio a maggio 2012 al coniuge di lei.

Da qui partì la denuncia e il conseguente processo, concluso ieri con il verdetto del giudice Luca Marini.

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