Scende in campo anche il sindaco Tiziano Tagliani per la vicenda del licenziamento di un dipendente Basell, a circa tre mesi distanza dalla chiusura dell’accordo sulla vertenza che ha già portato alla fuoriuscita di 39 lavoratori. “Ho letto con sorpresa – scrive Tagliani – della decisione di Basell di procedere, in questi giorni, con un licenziamento, nonostante l’esistenza di accordi e spazi di tempo che avrebbero consentito una diversa soluzione. La contrarietà si accompagna all’auspicio che l’azienda trovi un diverso percorso e che recuperi a pieno, valorizzandolo, il lavoro fatto negli scorsi mesi da istituzioni, azienda e sindacati”.
Il licenziamento, si ricorda, non ha come giustificazione la professionalità del dipendente, ma il mancato raggiungimento dei 41 esuberi sottoscritti nell’accordo firmato il luglio scorso da azienda, sindacati e istituzioni. La levata di scudi di fronte alla recente decisione di Basell è però motivata dal fatto che, durante l’incontro conclusivo in Regione del 20 settembre, nel quale i sindacati presentarono una “rosa” di 51 dipendenti disposti a lasciare l’impiego, l’azienda si limitò a scegliere 39 nominativi, dichiarandosi soddisfatta – almeno a parole – della conclusione della vertenza. E che per gli eventuali due esuberi rimanenti sarebbero stati comunque utilizzati i due strumenti previsti nell’accordo: gli incentivi al prepensionamento o alla fuoriuscita volontaria.
Questo il motivo per cui la lettera di licenziamento recapitata a un turnista 45 enne (nella quale si legge che “i motivi per i quali si è reso necessario adottare il provvedimento sono quelli descritti nella lettera di attivazione della procedura di licenziamento collettivo del 7 marzo”) sono visti da istituzioni e sindacati come una violazione dell’accordo. A tal proposito prende una dura posizione anche il segretario nazionale di Femca – Cisl, Gianluca Bianco, secondo il quale “la decisione di LyondellBasell di procedere al licenziamento di una persona a Ferrara eludendo l’accordo con il sindacato, è gravissima e mette in discussioni rapporti con il sindacato improntati al confronto e alla ricerca di soluzioni ai problemi. La ricerca di svilire il confronto solo al raggiungimento di un numero prefissato di uscite, senza farsi carico in termini responsabilità sociale delle conseguenze sulla persona, è una logica da respingere e denunciare in maniera netta e non mediabile. Sosterremo tutte le iniziative che la nostra struttura Femca di Ferrara intenderà mettere in campo, anche unitariamente, per far recedere l’azienda da un atteggiamento irresponsabile e teso a far prevalere principi prevaricatori di corrette relazioni industriali”.
Il consiglio territoriale di Femca nel frattempo si è riunito per discutere la situazione e chiede anche agli enti pubblici di sostenere la causa. “Riteniamo corretta la posizione espressa dalla Presidente della Provincia di Ferrara in difesa di un accordo importante come quello sottoscritto e chiediamo quindi a tutte le istituzioni di richiedere urgentemente un incontro chiarificatorio con Basell”. Secondo i sindacalisti Cisl la mossa di Basell, “fuori dallo spirito dell’accordo” era studiata in anticipo, nonostante le dichiarazioni fatte dall’azienda il 20 settembre scorso quando affermò di non voler procedere con ulteriori licenziamenti. “Tale grave azione danneggia nel profondo il modello di relazioni industriali, peraltro già duramente provato, ed è da connotarsi come irresponsabile per gli effetti sul lavoratore e per aver disatteso l’impegno assunto anche con tutte le istituzioni. A nostro giudizio, tale ingiustificato licenziamento era nelle intenzioni di Basell ormai da tempo, e per questo siamo ancora più sicuri della bontà del percorso intrapreso dalle organizzazioni sindacali”.
In serata la responsabile comunicazione del centro ferrarese di LyondellBasell, Loredana Elia, risponde a Estense.com per chiarire la posizione dell’azienda sul licenziamento. “Non commentiamo mai e non ribattiamo alle posizioni o alle dichiarazioni da parte di esterni – afferma Elia -. Quello che posso dire è che stiamo agendo in conformità all’accordo firmato. La riorganizzazione, come abbiamo spiegato in più occasioni, nasce per rafforzare e rendere più competitivo lo stabilimento ferrarese sul mercato attuale”.
Alle domande sulle motivazioni che hanno spinto l’azienda a tornare dopo tre mesi sui licenziamenti, la responsabile Basell preferisce però mantenere il riserbo. “Si tratta di un processo di riorganizzazione che prevedeva un certo numero di esuberi, ma non commento le posizioni singole. L’accordo è stato firmato e ci sono scritte le varie motivazioni”. Stesso discorso per quanto riguarda la possibilità o meno per il dipendente licenziato di accedere agli incentivi concordati coi sindacati: “Non commentiamo le singole posizioni, c’è una riorganizzazione in corso e non posso assolutamente rilasciare dichiarazioni”.
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