Economia e Lavoro
17 Dicembre 2013
Recapitata lettera di licenziamento a un turnista per limitare i costi dell'azienda. I dipendenti convocano l'assemblea

Basell torna a licenziare. I sindacati: “Violato l’accordo”

di Ruggero Veronese | 4 min

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admin-ajax (11)Sembrava essersi risolta nel migliore dei modi – o almeno nel più indolore possibile – la vertenza Basell, dopo l’accordo tra sindacati e azienda firmato in Regione il 19 luglio scorso. Un accordo che riduceva i licenziamenti da 55 a 41, da raggiungere attraverso lauti incentivi al prepensionamento o alla fuoriuscita volontaria. I sindacati portarono i nominativi di 51 dipendenti pronti a lasciare il proprio posto al petrolchimico – in cambio di somme da qualche decina di migliaia fino a circa 200 mila euro -, 39 dei quali, il 20 settembre, furono selezionati dall’azienda come “fungibili” per il licenziamento, in quanto non insostituibili nelle proprie mansioni. La dirigenza Basell si dichiarò totalmente soddisfatta dell’operazione.

La premessa è necessaria per capire l’attuale sdegno dei sindacati. Mercoledì scorso, 11 dicembre, Basell ha infatti licenziato un turnista con effetto immediato, consegnandogli una lettera in cui comunicava “la definitiva risoluzione del rapporto di lavoro con lei intercorrente con effetto dalla data odierna, da considerarsi ultimo giorno alle nostre dipendenze”. Un’operazione che l’azienda fa rientrare in una vertenza che sembrava risolta nel luglio scorso e chiusa definitivamente il 20 settembre, quando sindacati e azienda si trovarono per fare il punto della situazione. “I motivi per i quali si è reso necessario adottare il provvedimento – scrive la dirigenza – sono quelli descritti nella lettera di attivazione della procedura di licenziamento collettivo del 7 marzo 2013 ossia, in sintesi, la decisione di concentrare le attività del Centro Ricerche Giulio Natta su progetti caratterizzati da un alto valore di ritorno economico”.

Motivazioni che fanno gridare al ‘tradimento’ i rappresentanti sindacali, secondo cui Basell “licenzia un lavoratore con una lettura distorta e sbagliata dell’accordo sindacale, offensiva e tale da rendere co-responsabile del licenziamento coi criteri di legge anche la parte sindacale che l’ha sottoscritta esattamente con il mandato dei lavoratori di evitare tale modalità, ma falsificando palesemente – forse per spirito di rivincita verso una comunità di lavoratori e dei suoi rappresentanti che non si è fidata di “loro” , delle loro rassicurazioni che da tre anni vanno spargendo tra chi lavora, regolarmente smentiti dai fatti (tagli, tagli, tagli) – i contenuti di quell’accordo. Un attacco arrogante, mirato a svuotare i valori degli accordi collettivi”.

La co-responsabilità a cui si riferiscono e a cui sono chiamati i sindacati consiste nell’aver dato l’ok all’accordo verbale del 20 settembre. Quello in cui l’azienda si dichiarò soddisfatta dei 39 esuberi fungibili e che non avrebbe proceduto con ulteriori licenziamenti, pur non arrivando alla cifra di 41 contenuta nell’accordo firmato due mesi prima. Verba volant, scripta manent, verrebbe da dire. Perchè quello che sembrava quasi un “gentemen’s agreement” tra azienda e sindacati si ritorce ora contro un operaio turnista di 45 anni, i cui parametri personali (anzianità di servizio, nucleo familiare, retribuzione e così via) si avvicinano maggiormente ai criteri di mobilità stabiliti dalla legge. “Il licenziamento nella procedura di mobilità – scrivono le Rsu Basell – ha un chiaro significato: Basell e chi ne esprime la responsabilità se ne frega delle risoluzioni che essa stessa ha firmato e propone una regolazione dei rapporti lavorativi basati sulla forza”.

Le Rsu sono sul piede di guerra e hanno convocato per domani mattina (17 dicembre) un’assemblea all’interno del petrolchimico “per approfondire l’informazione sul caso, per discutere e valutare tutte le iniziative di carattere, legale e sindacale da mettere in campo per continuare ad essere persone con diritti e doveri dettati dal contratto di lavoro”. E parla di “licenziamento immotivato e unilaterale” anche il segretario di Cisl – Femca Stefano Mantovani, che racconta quanto avvenne il 20 settembre scorso. “Facemmo una verifica dell’accordo e Basell, di fronte alle istituzioni regionali e comunali, si definì soddisfatta dei 39 esuberi, e che in ogni caso tutti i licenziamenti sarebbero avvenuti tramite gli strumenti studiati nell’accordo. Se ci avessero detto che volevano raggiungere i 41 licenziamenti saremmo riusciti a trovare altri volontari, invece ora ci ritroviamo a parlare di un operaio che in 24 anni non ha mai ricevuto un provvedimento disciplinare. E che da un giorno all’altro si ritrova disoccupato”.

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