Cronaca
9 Dicembre 2013
Circa una settantina gli aderenti: imprenditori, commercianti, ma non solo. In piazza c'è anche un operaio Berco

Flop per “L’italia si ferma”

di Daniele Oppo | 3 min

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Una versione dei fatti diametralmente opposta a quella sostenuta dall'accusa. È quella fornita ieri (venerdì 10 luglio) in aula da una donna, sentita come testimone nel processo a carico di un cittadino nigeriano di 37 anni, accusato di lesioni personali e stalking nei confronti dell'avvocato Gianluca Bonazza, candidato sindaco per Fratelli d'Italia alle elezioni comunali di Lagosanto nel 2024, e della moglie

Vende auto usate all’asta, ma lo sono troppo: condannato per frode in commercio

Condannato a 1.500 euro di multa e al pagamento di una provvisionale di 5mila euro in favore della parte civile. È la sentenza pronunciata nella mattinata di venerdì 10 luglio dal tribunale di Ferrara nei confronti dell'amministratore unico della società che, nel 2022, aveva organizzato un'asta per la vendita di autovetture usate, riconosciuto colpevole del reato di frode in commercio

Se l’Italia si ferma, Ferrara no. Sono stati solo 70 in totale, forse poco più, gli aderenti ferraresi alla manifestazione nazionale “9 dicembre l’Italia si ferma”. Nessuna bandiera o affiliazione politica, nessun collegamento col ‘movimento dei forconi’ che minaccia di bloccare l’Italia. Solo qualche striscione, il tricolore e una visibile delusione nelle facce di chi invece ha scelto di affrontare il freddo e andare in piazza Castello per manifestare tutto il proprio malcontento verso la situazione in cui versa il Paese.

Imprenditori, commercianti, ma non solo. In piazza c’è anche un operaio della Berco, Marco Cavazzini: “Tutta le gente che oggi è nelle varie piazze d’Italia è un chiaro segnale che non ne possiamo più degli impostori che ci governano – afferma -. Siamo stufi dell’Europa perché nessuno ci ha chiesto nulla su tutte le decisioni che prendono. Rivogliamo la nostra moneta e la nostra libertà, vogliamo vivere qui dove siamo nati e dove vogliamo morire, non essere costretti ad andare altrove”. La delusione verso la scarsa adesione non è mascherata: “Oggi mi vergogno di essere ferrarese, siamo solo quattro gatti a differenza delle altre piazze”.

Fra i pochi che hanno aderito ci sono il bar ‘Caffè nero bollente’ e i ‘Giardini del Florens’. “Sono qui per protestare perché sono indignata dalla situazione in cui ci troviamo – afferma Eva Parenti del ‘Caffè nero bollente’ -. Sono stufa di questi governanti che non hanno diritto di stare dove stanno, dovrebbero dimettersi. Sono stufa del fatto che le tasse che paghiamo alimentino questo governo”.

La protesta continuerà fino al 13 dicembre, con presidi dalle 9 del mattino fino alle 8 di sera. “Speravamo in un’affluenza maggiore da parte dei ferraresi – continua Parenti -, adesso speriamo che nei prossimi giorni ci sia più partecipazione”. “È difficile cambiare la mentalità dei ferraresi – commenta Claudio Turola, coordinatore del movimento insieme all’imprenditore Giovanni Giunta -. Abbiamo distribuito più di mille volantini, ma molti hanno detto di non essere interessati, li hanno buttati per terra. Penso che questa sia l’ultima occasione – profetizza -. Noi ci abbiamo provato con tutte le nostre forze a manifestare pacificamente per i nostri diritti e chi oggi ha scelto di starsene a casa al calduccio forse fra due anni si ricorderà di questo momento quando verrà in piazza con i mitra”. Marcato il pensiero anti-europeista: “Lo scopo dell’Europa, delle lobby finanziarie, di chi ci governa, dei vari gruppi massonici come il Bilderberg è quello di rendere debole l’Italia e svenderla – afferma ancora Turola -, ma manca l’informazione nei cittadini, ci tolgono la democrazia e faremo la fine della Grecia”.

Delusione per una partecipazione al di sotto delle aspettative, infine, anche per il coordinatore del movimento ferrarese Giovanni Giunta: “Domani saremo su tutti i giornali, ma ci aspettavamo di più”.

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