Argenta, ai domiciliari l’infermiere indagato per omicidio in ospedale
Non è più in carcere, ma agli arresti domiciliari, il 44enne Matteo Nocera, l'infermiere indagato per la morte sospetta del paziente 83enne Antonio Rivola
Non è più in carcere, ma agli arresti domiciliari, il 44enne Matteo Nocera, l'infermiere indagato per la morte sospetta del paziente 83enne Antonio Rivola
C'è anche il 56enne ferrarese Alberto Cervellati tra i dieci dei dodici indagati iniziali per cui la Procura di Ravenna ha formulato richiesta di rinvio a giudizio nell'ambito dell'inchiesta aperta dopo l'ultima delle tre alluvioni
Dopo il deposito delle quasi 130 pagine di motivazioni con cui il gup Andrea Migliorelli ha spiegato il modo in cui è crollato - nella quasi totalità - l'impianto accusatorio nel processo Fiera bis, la difesa di Filippo Parisini, ex presidente dell'ente, prosciolto dalle accuse più gravi, commenta con soddisfazione quanto scritto dal giudice
Oltre 120 pagine di sentenza per spiegare il modo in cui è crollato - nella quasi totalità - l'impianto accusatorio nel processo Fiera bis, che vedeva tra gli imputati l'ex sindaco Tiziano Tagliani e l'ex assessore Aldo Modonesi
Hanno tentato un furto al supermercato Aldi di Rovigo, ma l’allarme li ha costretti a una fuga precipitosa che si è conclusa con l’arresto nei lidi comacchiesi. Protagonista una banda composta da cinque persone originarie dell’Est Europa
Sono emersi nuovi elementi nel processo per stalking a carico di M.G., il 39enne ferrarese accusato di aver perseguitato per oltre un anno, a partire dal febbraio 2011, la propria psichiatra, che lo aveva “abbandonato” per entrare in maternità. Durante l’ultima udienza la pm Stefania Borro ha infatti contestato un nuovo fatto che, se verificato, potrebbe portare alla conclusione che gli atteggiamenti persecutori proseguono tutt’ora: durante le indagini i carabinieri hanno infatti ritrovato un rilevatore Gps sotto l’automobile della dottoressa, che secondo l’accusa sarebbe riconducibile all’imputato.
La psichiatra aveva cominciato a seguire il 39enne nel corso del 2010, e l’uomo si era mostrato molto soddisfatto della terapia che stava seguendo e dei miglioramenti che notava nella sua personalità. Un proficuo rapporto medico-paziente che continuò fino agli inizi del 2011, quando la maternità della dottoressa, con conseguente affidamento del suo assistito a un altro specialista, provocò un brusco stop ai miglioramenti. L’uomo – secondo la denuncia sporta dalla psichiatra, costituitasi parte civile attraverso l’avvocato Michele Ciaccia – avrebbe cominciato ad assumere verie propri atteggiamenti persecutori, come appostarsi presso il Ponte della Pace, dove ogni giorno la psichiatra passava per rincasare. E secondo l’accusa sarebbe lui il responsabile dei danni arrecati all’automobile della donna: vetri rotti, gomme tagliate, chiodi vicino alle ruote. E anche il questore non ha sottovalutato la possibile minaccia per la donna, emanando prima un ammonimento e in seguito la misura cautelare del divieto di avvicinamento a meno di 200 metri dalla vittima, dalla sua abitazione e dal luogo di lavoro di lei. Fino all’ultima scoperta da parte dei carabinieri: il gps posizionato sotto la carrozzeria del mezzo.
Quest’ultima svolta nelle indagini ha imposto una modifica al calendario delle udienze. Durante l’ultima sessione era infatti previsto l’esame dell’imputato e l’audizione dei testi della difesa, sostenuta dall’avvocato Ginevra Campalani, ma tutta la conclusione della fase dibattimentale avverrà nel prossimo aprile, quando comparirà sul banco dei testimoni anche il luogotenente dell’Arma che ritrovò il rilevatore satellitare.
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