Ha preso il via la nuova fase di trattative tra Carife e sindacati, che si sono ritrovati a una settimana dalla scadenza dei termini dell’accordo sindacale dell’11 ottobre per fare il punto della situazione su prepensionamenti, giornate di solidarietà e licenziamenti volontari, e definire se nei prossimi mesi saranno necessarie nuove misure di contenimento della spesa. Il primo giorno di confronto tra i commissari straordinari Bruno Inizitari e Gianni Capitanio e la delegazione delle sigle sindacali di categoria (Dircredito, Fabi, Fiba Cisl, Fisac Cgil, Uilca Uil e Ugl), in cui erano presenti anche i segretari nazionali, comincia però con un primo impasse, legato alle cifre in ballo nell’operazione di riduzione delle spese di gestione della banca.
Quasi certo infatti che gli strumenti messi in campo con l’accordo dell’11 ottobre siano stati efficaci per arrivare alla quota di esuberi (circa 295) richiesta dall’azienda, ma c’è divergenza nei conti del sindacato e dell’azienda sul risparmio totale che conseguirà dall’operazione. La conseguenza è che, se per le sigle sindacali la manovra sarebbe già sufficiente per rendere “sostenibile” la gestione di Carife, i commissari straordinari potrebbero richiedere un sacrificio ulteriore ai dipendenti. Le parti si sono quindi date appuntamento a questa mattina (7 novembre) per continuare la discussione, e nel frattempo verranno ricalcolati i dati economici per cercare di far partire la trattativa dalle stesse analisi e premesse.
Per quanto riguarda le conseguenze della trattativa per i dipendenti Carife, è ormai certo il trasferimento da Napoli a Ferrara di una trentina di dipendenti della “Leasing e Finanza”, società del gruppo Carife, oltre che di una quota di dipendenti dagli sportelli romani dell’istituto di credito. Un trasferimento,quest’ultimo, che potrebbe essere evitato nel caso un altra banca presentasse un’offerta per acquistare le filiali di Roma, ipotesi che sembra però sfumare col passare del tempo. Sicura invece la fuoriuscita di una sessantina di impiegati tramite la cessione di Banca Farnese, venduta da Carife nel marzo scorso a Banca Centropadana Credito Cooperativo.
I commissari intanto hanno aperto uno spiraglio su possibili indennità di trasferimento, importanti soprattutto per i dipendenti fuori dalla provincia estense, ma la priorità dei sindacati è soprattutto quella di salvaguardare il contratto integrativo, impedendo nuovi alleggerimenti alle buste paga. In questo contesto per i sindacalisti sarà importante la funzione delle giornate di solidarietà, che potranno permettere all’azienda di tagliare le spese limitando le perdite occupazionali sul territorio ferrarese.
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