L’adesione volontaria dei dipendenti Carife agli strumenti individuati nel primo accordo siglato l’11 ottobre tra sindacati e commissari risulta essere quasi in linea con le previsioni. Il ‘quasi’ si riferisce infatti alle prenotazioni delle cosiddette ‘giornate di solidarietà’, che al contrario sono inferiori agli auspici.
I sindacati avevano lasciato il tavolo della trattativa concordando una prima verifica sull’efficacia delle misure individuate al 31 ottobre, da discutere nei giorni successivi, ma già lo scorso giovedì il Gruppo Carife ha comunicato alle organizzazioni sindacali un primo aggiornamento della situazione, che viene considerata soddisfacente per quanto riguarda l’accesso al Fondo di Solidarietà (prepensionamenti) e al part-time, mentre i dipendenti dell’istituto bancario sembrano non gradire a sufficienza la possibilità di astenersi volontariamente dal lavoro per un determinato numero di giornate con retribuzione ridotta al 60% del salario.
Le misure dell’accordo, com’è noto, in questa prima fase contano sull’adesione volontaria dei dipendenti con l’obiettivo di ridurre i costi ai livelli individuati dai commissari, che intendono risparmiare 35 milioni dal personale e altri 10 milioni effettuando altri tagli alle spese. La seconda fase si aprirà dopo la verifica delle adesioni, con riapertura del tavolo di trattativa con i sindacati per passare alle nuove misure, questa volta obbligatorie, che interesseranno tutti i lavoratori del gruppo.
L’aggiornamento di giovedì scorso, che evidenzia una criticità relativa alle giornate di solidarietà, è stata dunque l’occasione per le organizzazioni sindacali per informare i dipendenti che queste costituiscono uno strumento immediato di riduzione del costo a disposizione di tutti, non utilizzato appieno probabilmente per una serie di incertezze interpretative. Gli stessi sindacati hanno poi voluto chiarire, attraverso un comunicato interno affisso in bacheca, che “tutti i lavoratori saranno, in caso di necessità, interessati dalle giornate di solidarietà finanziate dal Fondo Ordinario”, il che significa che “solo qualora il plafond di giornate finanziate non venga raggiunto attraverso le adesioni volontarie, si provvederà nella seconda fase a ripartizione delle giornate residue coperte dal Fondo Ordinario, assegnandole anzitutto ai dipendenti che non hanno optato per alcuna giornata, poi a coloro che hanno optato per una e così via, attraverso il meccanismo cosiddetto del riempimento; questo finché le giornate finanziabili non verranno esaurite”. Un criterio, quello sottolineato dai sindacati, che “risponde ad una esigenza di elementare equità, per arrivare ad un numero di giornate finanziate distribuito con la massima proporzionalità possibile”.