Una segnaletica “traditrice” per gli accessi in Ztl, con simboli di divieto troppo piccoli e che possono indurre gli automobilisti all’errore e a incorrere in “ingiuste sanzioni”. È quanto denuncia il consigliere comunale di Futuro e Libertà Francesco Rendine, che in un’interpellanza al sindaco Tiziano Tagliani e all’assessore competente Aldo Modonesi in merito al sistema di rilevazione Musa, che a causa delle “misure irregolari” dei segnali di divieto avrebbe portato nelle casse comunali decine di multe di guidatori ignari delle limitazioni. Arrivando addirittura a chiedere il rimborso di tutte le sanzioni incassate attraverso il sistema di controllo automatico.
“Era banale verificare – attacca Rendine – che l’articolo 80 del Regolamento di esecuzione del Codice della Strada al comma 5 indica che quando due o più segnali compaiono su un unico pannello segnaletico, tale pannello viene denominato «segnale composito». Le dimensioni del «segnale composito» devono essere tali che i dischi in esso contenuti abbiano il diametro non inferiore a 40 cm”. Una condicio non rispettata dalla segnaletica del Comune di Ferrara, i cui ‘dischi’ di divieto di accesso hanno dimensioni che vanno anche dai 20 ai 30 cm.
Una situazione che, unita alla mancanza di segnaletica orizzontale e di cartelli di preavviso, farebbe sì che gli automobilisti spesso si rendano conto troppo tardi di aver appena varcato i confini della Ztl, quando è ormai troppo tardi per fare marcia indietro. “Per molti conducenti – continua Rendine – tutte le manovre che fanno per uscire sono inutile, giacchè sono già stati fotografati in ingresso ed è prontamente partito l’iter per la comminazione della sanzione”.
Il consigliere comunale chiede quindi informazioni all’amministrazione su “quante sanzioni siano state rilevate per ogni singolo accesso alla Ztl nel periodo 1° gennaio – 30 giugno 2013”, oltre che il motivo per cui “le Ztl del centro storico non sono adeguatamente segnalate, per esempio con zebre sull’asfalto di colori che attirino immediatamente l’attenzione dei conducenti dei mezzi”. Rendine però si spinge anche oltre: le sue richieste comprendono anche la verifica della dimensione dei cartelli, ma soprattutto che “nel caso di segnaletica difforme, il sindaco intenda rimborsare i cittadini di quanto pagato dalla sanzione ingiustamente comminata”.
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