Economia e Lavoro
16 Giugno 2013
L’estate in ritardo ha inciso su prenotazioni e sui clienti pendolari

Lidi, lacrime e sangue

di Redazione | 3 min

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admindi Anja Rossi

Di certo non è un buon periodo per i Lidi comacchiesi, tra una crisi economica che sembra non passare e la stagione estiva che tarda ad arrivare. È stato chiesto a chi questa situazione la vive ogni giorno cosa ne pensa e quali sono le prospettive per l’Estate 2013.

Per Marco Magnani, presidente della Cooperativa degli stabilimenti balneari Estensi e Spina, “è un brutto momento, non c’è gente e la crisi si fa sentire forte. Fino ad ora non si è lavorato per niente, ma sono già iniziati i controlli. L’anno scorso la crisi c’è stata, ma non quanto quest’anno e sicuramente il tempo brutto ogni fine settimana non ha aiutato. Anche nell’ambito richieste i problemi si fanno sentire. “Facciamo fatica – continua Magnani –, di ombrelloni aperti non se ne vedono neanche la metà”. Anche la situazione infrasettimanale non è per nulla rosea. Spiega sempre Magnani come “prima avevamo un target di clienti che anche durante la settimana un giro al mare se lo facevano, basti pensare alle parrucchiere il lunedì. A quest’ora l’anno scorso lavoravamo dieci volte in più”. Sono dunque lacrime e sono lacrime motivate, perché “da parte delle attività commerciali poi le spese ci sono comunque, come i controlli: 14000 euro di canone demaniale, che si uniscono ai 7000 mila di rifiuti e ai 6000 per il bagnino, oltre a Inps, Inail e chi più ne ha più ne metta. Così si arriva presto a 40000 euro di spese sul groppone del titolare, la situazione sta diventando insostenibile” conclude Magnani.

“Sono lacrime e sangue – sostiene Luca Callegarini, responsabile del Centro servizi Confesercenti della zona Lidi – perché abbiamo un turismo collegato alla stagionalità, come viene danneggiato il bagno, così vengono colpite anche tutte le altre attività, dal supermercato al negozio di abbigliamento”. Nonostante ai Lidi si sia provato ad organizzare alcune attività “di intrattenimento”, puntando ad esempio sul cicloturismo e usando il parco e la natura a 360 gradi “queste attirano un numero modesto di persone, che sono per di più della zona e non si fermano al mare”. Ma il peso della grave situazione viene rilevato anche da altri e diversi fattori, quali “la regolarizzazione del personale dipendente – spiega Callegarini – che è un dato certo e fa notare come si assuma sempre meno. Inoltre sono inesistenti le infrastrutture, stanno emergendo tutte le carenze strutturali degli ultimi anni, non ci sono alberghi ma tante seconde case spesso troppo datate costose e senza aria condizionata; inoltre tutti i costi sono aumentati, basti pensare alla sosta a pagamento. L’ambiente non è curato dalle amministrazioni tanto che i pochi tedeschi scappano via per le troppe zanzare. Si può contare un calo del 70% di richiesta, nel migliore dei casi si arriva a un 50%, e ciò che si è perso non lo si recupererà mai più. Servono su più versanti nuovi ripensamenti”.

Per il presidente di Ascom Comacchio Gianfranco Vitali “c’è molta preoccupazione. L’estate che non arriva ha inciso molto sulle prenotazioni, ma ancora di più sui clienti pendolari. Sicuramente resistono i turisti che provengono dalla Germania e dal nord Europa perché loro la vacanza la intendono come uno stare fuori da casa, sia che ci sia il sole sia che ci sia brutto tempo; per gli italiani la percezione è assai diversa”. Per l’alta stagione il mercato di riferimento si conferma essere quello degli stranieri provenienti da Germania, Svizzera e Olanda, mentre per quanto riguarda gli italiani Vitali ipotizza un meno 10%.

Molte dunque le preoccupazioni di questa Estate 2013 anche se non viene ancora meno la speranza e anzi, come sottolinea lo stesso Vitali “non bisogna far vedere troppo il nostro malumore, che sicuramente c’è, ma bisogna cercare di pensare positivo perché i clienti vogliono comunque da noi il sorriso. Invito i miei colleghi a sforzarsi ed evitare di farci vedere tristi e scontenti”.

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