7 Maggio 2013
Dura presa di posizione sull'organizzazione dell'ospedale da parte degli rsu di Cgil-Fp: "Si naviga a vista"

Cona, altra causa a Prog.Este per le barelle

di Ruggero Veronese | 4 min

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È in arrivo una nuova causa tra l’azienda ospedaliera Sant’Anna e il consorzio Prog.Este, questa volta relativa all’accompagnamento dei pazienti dal pronto soccorso ai vari reparti. Lo si scopre in seguito all’assemblea generale di Cgil-Fp nell’aula magna dell’ospedale, dove circa 300 dipendenti sono intervenuti per parlare della situazione a un anno dal trasloco, e suggerendo soluzioni per i problemi più sentiti evitando anche nuove e costose azioni giudiziarie. Il timore maggiore resta tuttavia proprio quello di non essere ascoltati: “L’impressione generale è che la dirigenza del Sant’Anna navighi a vista”, è il commento di Cristiano Zagatti, segretario provinciale del sindacato, che sottolinea la mancanza di confronto e collaborazione tra la parte amministrativa e il personale operativo dell’ospedale.

“Le decisioni non vengono discusse nei gruppi di lavoro, l’organizzazione ha una struttura verticistica”, è l’affondo di Marco Blanzieri, segretario responsabile del sindacato, che elenca punto per punto i problemi denunciati. Un punto critico è quello dei servizi affidati a imprese esterne, che hanno secondo i dipendenti pesanti ricadute sui servizi offerti. I temi sono due: la logistica e la manutenzione. Sul primo punto è in atto da mesi (vai all’articolo) un braccio di ferro tra la direzione del Sant’Anna e la ditta Prog.Este, riguardo il trasporto dei pazienti dal pronto soccorso ai reparti, effettuato al momento con le barelle dal personale del Sant’Anna. “Abbiamo chiesto che non siano i pazienti assieme a due infermieri a muoversi per i reparti, ma il medico a spostarsi – spiega Blanzieri -, ma l’azienda ha scelto di fare causa a Prog.Este, abbiamo già visto le delibere con cui l’azienda ha affidato il relativo incarico agli avvocati”.

IMG_20130506_100049Riguardo la manutenzione il segretario responsabile spiega che “in questo ospedale, quando qualcosa si rompe, dopo non viene sostituito. Come la porta della camera calda del pronto soccorso, che si è rotta da sette mesi, ma ci sono anche tubi da riparare e altri potenziali pericoli”. Questo per quanto riguarda i servizi affidati, ma è quando comincia a parlare dell’organizzazione interna che per Blanzieri “cominciano le note dolenti, perché la percezione di chi lavora è che le condizioni di lavoro siano drasticamente peggiorate, e di conseguenza anche il servizio ai pazienti”. L’esempio su cui si concentrano maggiormente gli rsu usciti dall’assemblea è il regolamento delle piastre operatorie. “A differenza di quanto avveniva nel vecchio Sant’Anna – afferma Patrizia Nardini, rsu iscritta a Cgil–Fp -, dove i reparti di chirurgia erano staccati, a Cona si è deciso di riunirle e abbiamo un regolamento per fare uscire la lista degli interventi e coordinare le varie sezioni. È un documento che può dare ottimi risultati, il problema è che non viene fatto applicare”. Ma si potrebbe parlare anche delle prossime ferie estive, che dovrebbero essere concordate entro il 20 aprile ma la cui data per molti dipendenti resta ancora avvolta nel mistero. O della procedura di emergenza intra-ospedaliera (cioè il soccorso a chi si sente male all’interno del Sant’Anna), stabilita all’indomani del trasloco ma basandosi su un’ambulanza provvisoria, che con la fine del trasloco non è più disponibile.

Il rischio secondo i rappresentanti Cgil è che i problemi interni all’azienda Sant’Anna, che già rendono la vita difficile ai dipendenti, finiscano per abbassare il livello dell’intero ospedale, con pesanti ricadute sull’intera popolazione. Secondo Michela Venturi, un’altra rsu presente all’assemblea, “abbiamo molte speranze e aspettative verso questo ospedale, e vorremmo che le cose funzionassero al meglio perché anche noi siamo utenti del sistema sanitario, prima ancora che operatori. Ma se all’inizio le persone erano arrabbiate adesso cominciano a essere stanche, e questo è molto triste perché sta creando una disaffezione verso questo ospedale che non aiuterà di certo a migliorare la situazione”. La Cgil-Fp intanto prepara le prossime mosse nel percorso di mobilitazione, a partire da un volantinaggio nella zona di ristoro del Sant’Anna rivolto sia al pubblico che al personale, ma soprattutto cercando di organizzare un’assemblea cittadina per parlare di sanità, con la presenza della direzione e delle istituzioni. Secondo Blanzieri non è da sottovalutare neppure l’idea di istituire una pubblicazione settimanale di informazione per diffondere i temi legati all’ospedale di Ferrara. “La situazione ci preoccupa parecchio – conclude Zagatti -. Come Cgil – Fp cerchiamo di fare in modo che si navighi un po’ meno a vista”.

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