Economia e Lavoro
30 Aprile 2013
I lavoratori impugnano i licenziamenti e presidiano i cancelli di Hera: "Condizioni inaccettabili"

Aimeri: la società nemmeno si presenta

di Ruggero Veronese | 3 min

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foto (2)Difficile condurre una trattativa sindacale se una delle parti non si presenta. Lo hanno capito bene i lavoratori della Aimeri, l’azienda a cui Akron (società partecipata di Hera Ambiente, a sua volta controllata da Hera Spa) ha appaltato fino ad oggi la differenziazione dei rifiuti riciclabili nello stabilimento di via Trenti a Ferrara, e che da una settimana protestano di fronte ai cancelli dopo aver ricevuto notizia dell’imminente licenziamento (vai all’articolo). All’atteso tavolo di trattativa in Castello hanno partecipato i rappresentanti delle segreterie federali e della funzione pubblica di Cgil, gli assessori comunali e provinciali alle attività produttive, Deanna Marescotti e Caterina Ferri, e i vertici di Akron e della Logistic Service, la società che dovrebbe subentrare nell’appalto. L’unica assente era proprio l’azienda che in questo momento ha in mano il futuro dei dipendenti: Aimeri.

Un problema non da poco, dal momento che l’obiettivo di sindacati e istituzioni è fare in modo che il passaggio tra i due appalti abbia il minor impatto possibile a livello occupazionale. L’ipotesi più accreditata negli ultimi giorni era quella di una possibile assunzione dei dipendenti da parte della Logistic Service, che potrebbe anche contare su professionalità già acquisite, ma la trattativa odierna sembra aver allontanato questa possibilità. L’azienda avrebbe offerto una copertura di alcuni posti di lavoro a condizioni – secondo i sindacalisti presenti – “inaccettabili: senza l’applicazione del contratto di settore dell’igiene ambientale, del contratto nazionale multi servizi, e con la condizione che i nuovi assunti diventino soci dell’azienda e ne sottoscrivano il regolamento interno”. Il tutto “senza la certezza di arrivare a 600 euro netti al mese”.

Le reazioni dei dipendenti è netta. “Chiediamo semplicemente il rispetto dell’articolo 1 della Costituzione: l’Italia è una Repubblica basata sul lavoro – afferma una delle lavoratrici -. Noi vogliamo solo lavorare, ma non ci possono privare in questo modo dei nostri diritti”. Altri definiscono l’assenza di Aimeri alla trattativa come “un comportamento vergognoso”. La nota positiva viene, secondo Zagatti, dall’atteggiamento delle istituzioni pubbliche. “Dal 2 maggio saremo tutti qua davanti – afferma indicando i cancelli da cui entrano ed escono i camion -, e finchè non abbiamo ottenuto la piena occupazione continuiamo il presidio. Con noi ci saranno anche il sindaco e gli assessori competenti, che sono stati al nostro fianco nella trattativa e hanno detto chiaramente che è inaccettabile che Hera non si assuma la responsabilità sociale di queste persone”.

Al termine del discorso lavoratori e sindacalisti partono alla volta della Camera del Lavoro per impugnare i licenziamenti e dare il via ufficiale alla lotta sindacale. Intanto anche Akron “bacchetta”, seppur in maniera più diplomatica, i vertici di Aimeri per aver mancato il tavolo di trattativa. In un comunicato l’azienda fa sapere che “in data odierna è proseguito l’incontro per la firma dell’accordo, ma in ragione dell’assenza di una delle parti in causa non è stato possibile pervenire alla sua sottoscrizione. Nel corso della prossima settimana verrà nuovamente convocato il tavolo al quale Akron si presenterà riconfermando gli impegni già assunti a tutela dei lavoratori”.

Guarda il video e l’intervista

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