Economia e Lavoro
26 Aprile 2013
Da quattro giorni gli operai in sciopero bloccano i cancelli e l'azienda ha reagito. Corridoni. "Ennesimo massacro dei diritti dei lavoratori"

Picchetto Aimeri, lettera disciplinare dell’azienda

di Redazione | 3 min

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akron aimeriLa situazione si complica sempre di più per i lavoratori di Aimeri. Prima i ritardi nei pagamenti, quindi la lettera di licenziamento che ha scatenato la protesta con sciopero e picchetto. Ora tale protesta ha portato alla contestazione disciplinare con lettera inviata dall’azienda agli operai.

E’ ormai da quattro giorni infatti che gli operai (14 a tempo indeterminato e due a tempo determinato) stanno presidiando l’entrata dello stabilimento impedendo l’ingresso dei camion, per dare un segnale forte all’Aimeri, ditta a cui Akron (società partecipata di Hera Ambiente, a sua volta partecipata da Hera Spa) appalta la differenziazione dei rifiuti riciclabili. Un contratto di appalto in scadenza il 30 aprile senza che si sappia nulla del rinnovo o del subentro di un’altra ditta. Si sa solo delle lettere di licenziamento inviate per raccomandata e, in seguito alla protesta con blocco dei mezzi di Akron che avrebbero dovuto conferire rifiuti, di questa lettera disciplinare con la quale Aimeri contesta agli operai “la gravvissima violazione” dei loro doveri, sia per non avere “in maniera del tutto arbitraria posto rifiuto a prestare regolarmente servizio”, sia perché, impedendo ai mezzi il conferimento dei rifiuti, i lavoratori avrebbero posto “a rischio l’azienda di incorrere in pesanti sanzioni da parte dell’ente committente”, per le quali Aimeri si riserva di rivalersi nei confronti degli stessi operai nel caso dovessero essere comminate.

“Oltre il danno, la beffa”, commenta secco Cristiano Zagatti della Funzione pubblica Cgil, che sta seguendo da vicino la vicenda. Reazioni arrivano anche da Elisa Corridoni,
segretaria circolo Prc “Rosa Luxemburg” Ferrara, che parla di un “ennesimo massacro dei diritti dei lavoratori”. “E’ ora – afferma la Corridoni – che il pubblico che partecipa in Hera prenda posizione. Bisogna tutelare il diritto e la dignità di queste donne e di questi uomini, chiedendo il blocco immediato del licenziamento e la reinternalizzazione di tutto il servizio in Akron. In gioco non ci sono solo questi posti di lavoro, ma la dignità e la continuità del lavoro stesso”.

“Non si mette in discussione la possibilità di cambiare fornitore – interviene Giovanni Paglia, deputato e coordinatore di Sel in  Emilia Romagna -, qualora si ritenga esistano migliori condizioni qualitative, ma il dovere di garantire in questi casi continuità di lavoro e di condizioni contrattuali per i lavoratori impiegati, imponendo la riassunzione a parità di orario e salario. Solo in questo modo è infatti possibile parlare compiutamente di responsabilità sociale dell’impresa e di fugare il dubbio che non si punti a migliorare complessivamente la qualità del ciclo produttivo, ma solo a risparmiare sulla pelle dei lavoratori”.

“Questo deve essere particolarmente vero per aziende come Hera – prosegue Paglia -, che agiscono di fatto in settori protetti come concessionari in regime di monopolio temporaneo, e che hanno una compagine azionaria ad assoluta prevalenza pubblica, condizione che chiama in causa anche gli enti locali e la loro idea di sviluppo territoriale. Chiedo quindi alle istituzioni locali di Ferrara di intervenire a tutela di lavoratrici e lavoratori che in questo momento di forte crisi economica rischiano di perdere occupazione, diritti e salario, e di intervenire non nella loro semplice qualità di enti locali, ma di azionisti di Hera spa e quindi di Akron. Allo stesso modo chiedo ad Akron e a Hera spa di intervenire a garanzia del proprio buon nome, che dovrebbe valere ben di più di uno scarso risparmio ottenuto nel peggiore dei modi possibili”.

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