“Un incendio al Grattacielo sarebbe una tragedia”. Fu quasi una cassandra l'allora sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani. Era l'inizio di dicembre del 2017 e una parte di città discuteva se demolire gli edifici di via Felisatti oppure procedere a una costosissima messa in regola
Se per la giunta c'è stato un percorso partecipato sulla procedura di riqualificazione dell’ex caserma, per le opposizioni sono più i dubbi che le certezze che emergono dalla relativa commissione consiliare
È stato convalidato l’arresto del 25enne fermato a Tresignana nei giorni scorsi nell’ambito del grave caso di maltrattamenti e violenze ai danni di una ragazza di 14 anni
Oltre un centinaio di persone ha assistito alla proiezione del documentario Disunited Nations sulle atrocità in Palestina e i meccanismi dell’ingranaggio delle Nazioni Unite, attraverso la prospettiva della relatrice speciale dell’Onu Francesca Albanese
Roma, 20 aprile, ore 22.30. Dario Franceschini è insieme ad Alessandro Bratti. Sono seduti a un tavolo di un ristorante nei pressi di Montecitorio. La folla dei delusi per la rielezione del presidente Napolitano lascia l’‘assedio’ alla Camera e si disperde per raggiungere il Quirinale. La protesta è finita, ma appena un gruppo di persone vede dietro al vetro il parlamentare ferrarese e lo riconosce, nonostante lui e Bratti si coprissero con la mano, inizia a contestarlo. Dal più innocente “che tte vada per traverso” fino a “traditore, buffone”. Urla, fischi, offese e grida: “Venduto!”.
Il deputato prova un timido dialogo. Apre la porta e chiede di lasciar cenare gli avventori. Ma viene subissato di urla. Un episodio “utile per capire cosa sta succedendo in Italia: la mia colpa è avere votato Napolitano e non Rodotà”, scrive ildiretto interessato su twitter, giusto poco prima di essere subissato di insulti ‘telematici’. “Piccolo promemoria per chi insulta in rete – replica il parlamentare -: abbiamo eletto Napolitano con i voti di Berlusconi, esattamente come fu per Ciampi nel 94”.
E sull’episodio del ristorante: “A mangiare in una trattoria. Passano centinaia di grillini che mi vedono, mi filmano, mi insultano. Mi sono scusato con gli altri clienti”. Peccato che non fossero grillini, o non solo. Tra i manifestanti sono visibili bandiere di ben altra provenienza.
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