Lavoro, innovazione e futuro: riparte “Darsena Time – Un Fiume di Lavoro”
Torna Darsena Time - Un Fiume di Lavoro, il format che si propone di raccontare la nuova visione del mondo del lavoro, con uno sguardo innovativo e al passo coi tempi
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Prende così il via il progetto di recupero, tutela, valorizzazione e sensibilizzazione della “Passerella di Morgone”. La raccolta firme, messa in campo dal Fai ha come obiettivo il restyling e la messa in sicurezza della struttura metallica
La Casa della Comunità “Terre e Fiumi” di Copparo ha aperto le porte alla cittadinanza: un evento, promosso dall’Ausl, per far conoscere al pubblico i servizi attivi, i professionisti che vi lavorano, la struttura sanitaria riqualificata a seguito di interventi di ammodernamento
Alle 11 in punto di oggi piazza Cattedrale, nel cuore di Ferrara, si è fermata per ricordare Francesco Imprezzabile, l'agente della Polizia Locale morto lo scorso 22 giugno a Milano mentre era impegnato in un inseguimento in moto di un suv che non si era fermato all'alt imposto a un posto di blocco
Ha parlato e ricostruito quanto accaduto la 40enne di nazionalità nigeriana fermata lunedì 29 giugno con l'accusa di tentato omicidio ai danni della coinquilina. La donna, detenuta da due giorni nel carcere della Dozza di Bologna, nella mattinata di ieri (1° luglio) è stata portata davanti al giudice per le indagini preliminari Marco Peraro del tribunale di Ferrara
Una notte a bordo delle ‘pantere’ della Polizia di Stato. Sono passate da poco le 9 di sera quando gli agenti della squadra mobile della polizia si incontrano ai piedi del grattacielo. Da qui tre automobili, di cui una in borghese, pattuglieranno fino a tarda ora le strade di Ferrara, spostandosi tra le zone più “calde” della città, dove sono più concentrate attività come spaccio e prostituzione. “Stasera, a differenza del solito, sembra tutto molto tranquillo però – dice uno degli agenti fuori delle auto –, forse è per il freddo, ma sembra che siano rimasti tutti a casa”. In effetti la famigerata area del grattacielo appare semideserta, con solo qualche ciclista di passaggio nel parchetto di viale Costituzione e alcuni residenti che entrano o escono dall’edificio.
Ma il servizio di controllo straordinario del territorio per il contrasto alla prostituzione e all’immigrazione irregolare, a cui ci aggreghiamo per una notte, per stasera è appena all’inizio. “È un’attività particolare, dove il poliziotto deve saper usare sia la propria autorità sia la sua capacità di ascolto e dialogo; un’attività da svolgere senza pregiudizi e alla quale sono abituate anche le ragazze che incontreremo stasera – spiega l’agente alla guida -. Prostituirsi non è reato, ma noi dobbiamo comunque avere un’idea delle persone che si muovono sul nostro territorio, di quello che fanno e delle zone che frequentano. Il vero crimine a cui cerchiamo di risalire è lo sfruttamento della prostituzione, e per arrivare ai responsabili dobbiamo riuscire a creare una rete di rapporti soprattutto con le ragazze di quel mondo. L’identificazione di polizia serve anche a “censire” tutte quelle persone che per lo Stato italiano non esistono, individuando quelle non in regola e su cui a volte pendono dei provvedimenti giudiziari. Ma questo spesso si capisce dalla loro reazione appena ci avviciniamo con l’automobile”.
Le tre volanti passano di fronte alla stazione e vedono tre prostitute a fianco di una rotonda in via San Giacomo. “Buonasera, siamo della questura”, dicono gli agenti scendendo dalle macchine. Le ragazze sono già abituate alla procedura: salutano e mostrano i documenti, e mentre i poliziotti nelle volanti si mettono in contatto con la centrale per verificarne le identità, scambiano qualche parola con quelli all’esterno. Due rumene e una slovacca, tutte coi documenti in regola: si riparte.
“Le zone della prostituzione sono queste – spiega uno degli agenti una volta in macchina –: attorno alla stazione e a via San Giacomo ci sono sia italiane che rumene, e andando verso via Darsena si vedono varie africane. In via Beethoven ci sono soprattutto nigeriane, e poi si può continuare per la circonvallazione, in tutto il tratto tra via Ferraresi e via Veneziani, dove ci sono soprattutto ragazze dell’Est. Ultimamente cominciano a vedersi anche varie cinesi, che stanno al pomeriggio nelle vie attorno a piazzale Castellina, davanti alla stazione. Difficile incontrarle a quest’ora però”. Una mappa indicativa ma che non rappresenta comunque una regola. “Non ci sono particolari spartizioni di zone tra le varie etnie – spiegano gli agenti -, l’importante per loro è essere in un luogo raggiungibile in auto e vicino a un qualche punto dove appartarsi con il cliente: il parcheggio dell’ex Mof, le strade laterali a via Veneziani, di posti ce n’è un’infinità”.
E lo spaccio? Per stasera si vede poco movimento, e anche le segnalazioni che arrivano dalla radio sono tutte relative a identificazioni di prostitute o senza tetto. “Nell’ultimo periodo lo smercio di droga è concentrato soprattutto in alcuni punti della città, anche per l’attività di controllo straordinario che è stata svolta. Se si interviene in maniera costante gli spacciatori si disperdono trasferendosi in altre zone, e per riuscire a tenere il fenomeno sotto controllo è meglio agire con azioni mirate. La nostra presenza straordinaria sul territorio è comunque già di per sé un freno alle loro attività”.
Al termine della serata le volanti hanno identificato 18 ragazze, denunciando una venticinquenne rumena che si trovava sulle strade ferraresi nonostante fosse soggetta a un foglio di via obbligatorio. “La finalità di questo servizio è scoprire le persone irregolari: tutto è legato a quella sorta di stato di clandestinità in cui versano molti stranieri, con una differenza sostanziale tra comunitari ed extracomunitari: i primi infatti sono protetti dal trattato di Schengen che prevede la libera circolazione dei cittadini comunitari e non possono essere espulsi definitivamente. Senza questi servizi di controllo diventerebbe quasi impossibile capire chi si sposta oltre le frontiere e chi risiede in illegalmente in Italia”.
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