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Da Corridonia a Ferrara, una maestra e quattro allievi tornano al festival che unisce musica, formazione e scoperta
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La studentessa-atleta dell'Università di Ferrara e del Cus Ferrara ha conquistato la medaglia di bronzo nel kata femminile, confermandosi tra le protagoniste della disciplina a livello universitario internazionale
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Finisce come doveva finire, e forse anche un po’ di più, la discussione sul Bilancio previsionale 2013 del Comune: ventitré i voti favorevoli, sei gli astenuti e solo quattro i contrari. Significa che buona parte della sbriciolata opposizione ha evitato di opporsi alla proposta della Giunta.
“Do un giudizio politico positivo – ha detto ad esempio Enrico Brandani di Futuro e libertà –, e sono totalmente d’accordo con l’invito che ci ha rivolto l’assessore Luigi Marattin a non votare in base al fatto che il Bilancio sia stato scritto da uno di destra o da uno di sinistra. Ci voleva un assessore giovane e con apertura mentale”. Con lui si astiene il collega di gruppo Francesco Rendine, come Brandani eletto nel 2009 nella lista del Popolo della libertà.
Anche un’altra parte di ex Pdl decide di astenersi: sono i Liberi e forti di Francesco Levato e Antonio Fortini. “Si può stare all’opposizione senza votare contro a prescindere – argomenta il primo –, e noi cogliamo i segnali di cambiamento rispetto al passato, anche se certamente non possiamo non ricordare gli errori: da Lageder al Salice a Dexia, sono costati soldi ai cittadini”.
Sceglie l’astensione pure l’intera Lega Nord, non solo la ‘marattiniana’ Francesca Cavicchi (che già l’anno scorso scelse il ‘ni’) ma anche il papà-capogruppo Giovanni. “Non vedo ancora il Comune andare incontro all’imprenditore, sospendendogli tasse e dandogli i permessi in quindici giorni – spiega lui –, ma riconosco l’impegno e il risultato, e voglio dare spazio al nuovo”. Anche Io amo Ferrara fa parte degli astenuti, con Liliano Cavallari che parla di “astensione positiva. C’è ancora qualche dettaglio che non ci va, magari l’anno prossimo…”.
Chi rimane fra i contrari? Un assortimento tra i più improbabili, che va dai comunisti ai pidiellini passando per Valentino Tavolazzi. Nemmeno l’ex city manager, però, risparmia complimenti alla giunta: “noto sforzo, cambio di passo, una direzione diversa rispetto al passato e un approccio onesto”. Ma non va ancora bene perché “non c’è abbastanza critica al governo Monti e al taglio alla sanità”, ma fra un anno, oramai in campagna elettorale, “se le condizioni saranno queste” Ppf potrebbe addirittura votare a favore.
Pure Irene Bregola di Rifondazione-Comunisti italiani vota ‘no’, non prima però di riconoscere “una scelta rigorosa sulla riduzione del debito”; aspetta però ancora novità sulle rette delle Residenze sanitarie assistite. “Sembra quasi di mancar di pudore a votar contro – si giustifica scherzosamente il coordinatore Pdl Luca Cimarelli –. Noi riconosciamo i meriti, ma da una parte c’è la maggioranza e dall’altra l’opposizione”. Con lui è contrario il collega di gruppo Giampaolo Zardi (Federico Saini è ricomparso per un momento in aula ma è scomparso di nuovo all’ora del voto).
Al capogruppo democratico Simone Merli non resta che raccogliere: “questo è un riconoscimento del fatto che abbiamo sempre l’orecchio a terra, che è stato fatto tanto con quello che si ha. È un bilancio di responsabilità”.
Decine le risoluzioni presentate. Tra le più significative, quella del Pdl che chiedeva di prolungare il periodo di sfitto dopo il quale far scattare l’aumento Imu (bocciata con 25 no e 11 sì) e quella dello stesso gruppo che chiedeva di far partire il conto con la dichiarazione di nuova agibilità nel caso di immobili danneggiati dal sisma (11 sì, 25 no e un astenuto). No anche all’aumento degli impianti di videosorveglianza sul territorio chiesto da Io amo Ferrara (10 sì, 23 no e 3 astenuti) e no quasi unanime pure a una serie di tagli chiesti da Bregola per racimolare fondi: 15mila euro all’associazione Zanotti, 50mila al Basket Club, 40mila al Palio e 25mila alla Spal.
La consigliera aveva anche chiesto di azzerare i 180mila euro stanziati alle scuole private, tema che a Bologna sarà oggetto di un referendum che divide il centrosinistra. A Ferrara la risoluzione non passa perché votano compattamente per il no l’intero Pd e tutte le opposizioni tranne Ppf e appunto Bregola, ma è da notare anche l’astensione di Daniele Civolani (Sinistra e libertà). “Quei fondi non li diamo perché andiamo a Messa di domenica – aveva affermato poco prima il sindaco Tiziano Tagliani –, ma perché dopo la chiusura di Sant’Orsola e Sacro Cuore se dovessero chiudere anche San Benedetto, San Vincenzo e la scuola di San Martino quei bimbi si aggiungerebbero alla pressione sulle liste d’attesa comunali”.
Fa discutere anche una risoluzione di Fli, Iaf, Pdl e Lega che chiede al presidente del Consiglio Francesco Colaiacovo di “svolgere il proprio impegno istituzionale non più a tempo pieno e con l’indennità di funzione bensì a tempo parziale e percependo i gettoni di presenza come i colleghi”. Sette i sì, 28 i no e un astenuto, Francesco Portaluppi del Pd, che in dissenso dal gruppo apre invitando i favorevoli a rinunciare ai propri gettoni, “la cui somma supera la cifra percepita dal presidente”.
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