E’ stato sottoscritto un anno fa e ieri, giovedì 29 novembre, davanti al notaio Magnani, è stato registrato l’accordo tra la società Ferrara 2007 srl e il Comune di Ferrara, per l’attuazione del Piano di recupero dell’area “ex direzionale pubblico di via Beethoven”, il cosiddetto ‘Palaspecchi’.
La registrazione è uno degli atti formali per dare compimento agli obblighi assunti dalla proprietà nei confronti del Comune in ordine alla realizzazione del piano di recupero. L’accordo prevede, tra le altre cose, la firma della convenzione del piano entro il 9 gennaio 2013, data dalla quale partirà la tempistica vincolante per la realizzazione della sede della Polizia Municipale (6 mesi per la progettazione definitiva ed esecutiva e 30 mesi per la sua realizzazione).
La registrazione notarile conferma quindi la volontà della proprietà del Palazzo degli Specchi di voler procedere con gli impegni assunti nonostante il difficile momento economico e di mercato.
Nell’accordo figura anche la Società di trasformazione urbana Ferrara Immobiliare spa, costituita nel 2007 e al 100% di proprietà del Comune, che ha fra i suoi obiettivi proprio la riqualificazione e il recupero urbanistico del Palaspecchi, oltre che dell’ex Mof, dell’area della Darsena e della palazzina di via Bologna 13 ex Amga-Agea. Alla definizione dell’accordo tra Comune e la proprietà del Palaspecchi (Ferrara 2007 srl, appunto) aveva contribuito la variazione della destinazione d’uso dell’area, trasformata da pubblica a privata con conseguente incremento di valore per quasi 15 milioni di euro, circostanza che ha permesso alla stessa proprietà di impegnarsi a eseguire e cedere al Comune lavori per un importo pari al 35% di tale aumento (circa 5 milioni e 210mila euro), che consisteranno nel realizzare, in una palazzina del comparto Palaspecchi, i nuovi uffici della Municipale.
Interventi che tuttavia non si limiteranno alla palazzina della Polizia Municipale. Secondo le intenzioni della proprietà, infatti, l’area presenterà quattro tipi di categorie merceologiche, cioé uffici, commercio, residenziale sociale e residenziale libero, per un investimento complessivo quantificato in almeno 50 milioni di euro. Anche gli “specchi” dovrebbero scomparire per fare posto a sistemi più consoni ai dettami della bioarchitettura.
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