Cronaca di una vittoria annunciata da giorni, ormai, alla 69a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia – quest’anno non particolarmente brillante, in alcun senso – che sarebbe piaciuta anche a Marco Müller: il Leone d’oro della 69a edizione della Mostra Internazionale d’arte Cinematografica di Venezia, infatti, è stato vinto da ‘Pietà’, del coreano (orientale!) Kim Ki-Duk che, ha esternato la sua felicità cantando ‘Arirang’, una canzone popolare, una specie di inno nazionale coreano.
‘Pietà’ è partito già col piede giusto, immediatamente apprezzato da critica e pubblico, come ha dimostrato l’entusiastico applauso all’annuncio della vittoria.
Poca soddisfazione per i film di casa nostra: il premio per il miglior contributo tecnico è stato vinto da ‘È stato il figlio’ di Daniele Ciprì e dal Premio Marcello Mastroianni per il miglior attore emergente andato a Maurizio Falco, presente sia nell’opera di Ciprì che in ‘Bella addormentata’ di Marco Bellocchio, già nelle sale anche ferraresi.
L’opera già così discussa da Bellocchio non ha ottenuto alcun premio.
Gli altri sono stati divisi dalle altre pellicole pure un po’ previste’: doppio per ‘The Master’ di Paul Thomas Anderson che ha meritato la Coppa Volpi, vinta ex-aequo dai due protagonisti Joaquin Phoenix ed il grande Philip Seymour Hoffman e il Premio Speciale della giuria.
Leone d’argento per la miglior regia all’austriaco Ulrich Seidl per ‘Paradise: Glaube’, mentre l’israeliano ‘Fill the void’, di Rama Burshtein, conquista la Coppa Volpi femminile grazie all’interpretazione della giovane Hadas Yaron.
Olivier Assayas con il suo ‘Apres Mays’, apprezzato e denigrato, in contemporanea da critica e pubblico, ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura, scritta dallo stesso regista.
Tra gli esordienti, il premio Luigi De Laurentiis per la migliore opera prima a ‘Mold’ del turco Ali Aydin, presente nella sezione Settimana Internazionale della Critica; il premio Orizzonti per il miglior film è stato vinto da ‘Three sisters’ del cinese Wang Bing, mentre il premio speciale della giuria Orizzonti è andato a ‘Tango Libre’ del belga Frédéric Fonteyne.
Soddisfatto ‘della riuscita di questa edizione della Mostra’ – il direttore Alberto Barbera ed il presidente della Biennale, Paolo Baratta che sul palco al termine della cerimonia di chiusura ne ha elogiato il lavoro:
“Ringrazio Alberto Barbera per l’intelligenza, il coraggio e per la nuova forma che ha voluto dare alla mostra – ha affermato Baratta – continueremo insieme i progetti che abbiamo discusso per migliorare la mostra”.
Oltre ai ringraziamenti di prammatica, Baratta ha ringraziato anche i critici cinematografici, atteggiamento non così ovvio di quanto si possa pensare: “Ringrazio in particolare i critici, che hanno seguito con impegno, passione e con educazione tutti i lavori della mostra”.
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