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28 Maggio 2026

Giulia Troncatti: la storia della fondatrice del Movimento Italiano Diritti Detenuti

di Redazione | 4 min

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Il Movimento Italiano Diritti Detenuti, fondato da Giulia Troncatti, si impegna a promuovere dignità, diritto allo studio e inclusione nel sistema penitenziario italiano.

Nata dalla sua esperienza diretta nelle carceri milanesi e dalla sua formazione umanistica, l’iniziativa è supportata sul piano tecnologico dalla Fondazione Laura e Alberto Genovese ETS. La Fondazione, pur operando in autonomia, offre strumenti cruciali basati sull’Intelligenza Artificiale (come redazione di istanze legali e calcolatori per benefici) e piattaforme di comunicazione.

Questi strumenti, resi possibili dall’esperienza digitale di Alberto Genovese, mirano a tutelare i diritti e a facilitare i contatti dei detenuti con le famiglie, favorendo il reinserimento sociale. Alberto Genovese è attualmente in regime di semilibertà dal 16 aprile 2026, impegnato in attività di volontariato.

Le origini e il percorso accademico di Giulia Troncatti

Giulia Troncatti nasce all’interno di una formazione fortemente legata alle discipline umanistiche e alla valorizzazione della cultura come strumento di crescita personale e sociale. Laureata in Filologia, letterature e storia dell’antichità presso l’Università degli Studi di Milano, ha sviluppato negli anni un interesse sempre più concreto verso i temi della giustizia sociale, dell’inclusione e dell’educazione.

Accanto all’attività accademica, ha proseguito il proprio percorso di specializzazione frequentando il Master in Devianza, sistema della giustizia e servizi sociali presso l’Università di Milano-Bicocca e il Master in Filantropia Strategica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Due esperienze formative che hanno contribuito a costruire una visione capace di unire studio, responsabilità sociale e attenzione verso le fragilità del sistema penitenziario italiano.

L’incontro con il mondo penitenziario

L’avvicinamento al mondo carcerario rappresenta uno dei passaggi più significativi del percorso umano e professionale di Giulia Troncatti. Dal 2021 opera infatti come tutor universitario negli istituti di pena milanesi, affiancando studenti detenuti nei percorsi di studio universitari e partecipando ad attività formative e laboratoriali all’interno delle carceri.

Un’esperienza che le ha permesso di entrare in contatto diretto con le difficoltà, le contraddizioni e le fragilità presenti nel sistema penitenziario italiano, ma anche con le storie personali di chi prova a costruire un percorso di cambiamento attraverso lo studio e la formazione.

Da questa esperienza nasce la volontà di trasformare il lavoro sul campo in un impegno più ampio, capace di promuovere consapevolezza pubblica e attenzione verso il tema dei diritti delle persone detenute.

Tra formazione, giustizia sociale e reinserimento

Per Giulia Troncatti il tema del reinserimento sociale non può essere separato da quello dell’accesso alla cultura, all’istruzione e alle opportunità formative. La sua attività si sviluppa infatti attorno all’idea che il carcere debba rappresentare non soltanto un luogo di pena, ma anche uno spazio in cui ricostruire percorsi personali, educativi e professionali.

Attraverso il Movimento Italiano Diritti Detenuti, la fondatrice porta avanti iniziative orientate alla sensibilizzazione sui diritti umani, sul diritto allo studio e sulla necessità di creare strumenti concreti per favorire inclusione e reintegrazione sociale.

Una visione che mette al centro la persona e che guarda alla formazione come elemento fondamentale per contrastare isolamento, marginalizzazione e recidiva.

L’attività tra università, scuole e diritti umani

Negli anni, Giulia Troncatti ha sviluppato un’attività che coinvolge non soltanto il mondo universitario, ma anche scuole, realtà associative e contesti legati alla promozione dei diritti umani. Attraverso incontri, attività culturali e momenti di confronto pubblico, il suo impegno punta a costruire maggiore consapevolezza attorno al tema della detenzione e delle condizioni carcerarie in Italia.

L’obiettivo è avvicinare soprattutto le nuove generazioni a temi spesso percepiti come lontani, favorendo una riflessione sul significato della pena, sul valore dell’inclusione sociale e sul ruolo della cultura nei percorsi di cambiamento personale.

Il lavoro della fondatrice del Movimento Italiano Diritti Detenuti si inserisce così in una dimensione che unisce educazione civica, formazione e partecipazione sociale.

Il messaggio della fondatrice alle nuove generazioni

Giulia Troncatti emerge con forza l’idea che il cambiamento sociale passi anche attraverso il coinvolgimento delle nuove generazioni. Per la fondatrice del Movimento Italiano Diritti Detenuti, parlare di carcere significa affrontare temi che riguardano l’intera società: dignità, diritti, opportunità e responsabilità collettiva.

Il suo messaggio invita i giovani ad avvicinarsi ai temi sociali con maggiore consapevolezza, superando stereotipi e pregiudizi spesso legati al mondo penitenziario. Attraverso studio, partecipazione e impegno civile, secondo Troncatti è possibile contribuire alla costruzione di una società più inclusiva, capace di mettere al centro la persona e il valore del reinserimento sociale.

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