Aveva adibito un’abitazione per la prostituzione. Denunciata dai carabinieri
Una donna di 53 anni è stata denunciata dai carabinieri della Stazione di Porto Garibaldi con l’accusa di favoreggiamento della prostituzione
Una donna di 53 anni è stata denunciata dai carabinieri della Stazione di Porto Garibaldi con l’accusa di favoreggiamento della prostituzione
L’operazione straordinaria dei carabinieri del 27 ottobre ha portato all’identificazione di 43 persone e al controllo di 22 veicoli e due esercizi pubblici. Sequestrati oltre 70 grammi di sostanza stupefacente e un manganello telescopico
Hanno aggredito i carabinieri intervenuti dopo una lite e, una volta bloccati hanno strattonato i militari. Per questo, due cittadini stranieri di 29 e 38 anni sono stati arrestati a Cento
Dopo i sigilli della Dda di Roma al kartodromo di via Diana, la senatrice Ilaria Cucci (Avs) - insieme ai colleghi Rando (Pd), Croatti (M5S) e Lombardo (Azione) - ha presentato un'interrogazione parlamentare al ministro Matteo Piantedosi
Oltre al filone principale per maltrattamento e uccisione di animali, già chiuso, la Procura di Ferrara aveva aperto anche un secondo fascicolo per depistaggio a carico della rettrice Laura Ramaciotti. Per quest'ultimo procedimento, però, lo stesso pubblico ministero ha chiesto l'archiviazione
Un lungo viaggio dal Ghana alla Libia, dalla Libia all’Italia, per morire infine in un letto di ospedale a Ferrara. È la storia di Samuel Billy, profugo di appena trentadue anni sbarcato a Lampedusa poco più di un anno fa, preso in carico dai servizi sociali di Ferrara il 18 maggio 2011. Di mestiere faceva il muratore, e si era imbarcato verso l’Europa per trovare per sé e la sua famiglia un futuro migliore e diverso.
Stroncato da una grave malattia, ora i suoi amici – i compagni che hanno affrontato assieme a lui la traversata del Mediterraneo, imbarcati su una nave di cui ignoravano la destinazione – vorrebbero che la vedova e il figlio di otto anni potessero perlomeno seppellire la sua salma in patria, e piangere così il defunto capofamiglia.
“Quando siamo corsi sulla nave è stata una fuga per la vita – racconta uno dei 57 profughi ghanesi, arrivati a Ferrara assieme a Billy -. Cercavamo un futuro diverso, perché il mondo migliore a cui pensavamo mentre lavoravamo come immigrati in Libia non poteva più esistere”. Samule Billy avrebbe voluto portare i propri cari in Italia con sé, anche se questa sarebbe stata l’ultima conquista di un percorso difficile e lento.
La prima fondamentale tappa, per uscire dal limbo in cui condanna la condizione del profugo, sarebbe stata quella di ottenere il permesso di soggiorno, necessario per cercare e trovare da lavorare, inserirsi così nella società italiana. La trafila per arrivare a questa certificazione però è molto lunga: Billy aveva già provato a sottoporre la sua domanda all’attenzione della commissione nazionale per il diritto di asilo, ma non aveva trovato accoglimento. Si preparava dunque a ricorrere in appello, ma la malattia l’ha colto prima di poter conoscere la sua sorte civile.
A Ferrara aveva trovato accoglimento all’interno del progetto della cooperativa Camelot per i richiedenti asilo: alloggiava inizialmente presso la residenza Mamu di Pontelagoscuro, nell’ultimo periodo in un appartamento in centro, in via XX Settembre. Come tanti altri dei suoi connazionali, arrivati qui assieme a lui, passava il tempo in attesa di essere regolarizzato, cercava di darsi da fare e partecipare alla vita sociale della città: durante l’emergenza neve aveva aiutato a spalare le strade, faceva il tifo per la Mobyt durante le partite di basket organizzate in casa dalla formazione estense, si impegnava in un corso di lingua italiana e aveva intrapreso un percorso di formazione professionale al Cesta, per imparare il mestiere del meccanico.
Per il rimpatrio della sua salma si stanno organizzando in tanti e l’Ascaf – Associazione degli studenti del continente africano a Ferrara – sta cercando di coordinare gli sforzi. È stato già aperto un conto corrente per raccogliere i fondi per il trasporto, dove chiunque potrà effettuare una donazione. “L’operazione dovrebbe costare qualche migliaia di euro e chiediamo, affinché vada a buon fine, il sostegno di tutta la cittadinanza: privati ma anche altre realtà del terzo settore”, spiega il presidente di Ascaf, Domingo Djibril, specificando: “chi vuole contribuire dovrà fare riferimento al conto Emilbanca intestato all’Associazione degli studenti del continente africano a Ferrara, il cui Iban è: IT 68 5070 7213 0000 6000 0156 714. Sulla causale basterà scrivere: rimpatrio della salma del decujus Billy Samuel in Ghana”.
L’appello alle istituzioni è quello di “agevolare la trafila burocratica necessaria al rimpatrio, aiutare a compiere questo atto di rispetto nel modo più semplice e veloce possibile”.
Per la raccolta fondi verrà organizzata, nella giornata di sabato 18 agosto, una partita di calcio di beneficenza, alla quale chiunque potrà partecipare.
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