Politica
8 Agosto 2012
Dopo l’addio di Storari un altro pasionario lascia Tavolazzi

Ppf perde un altro pezzo

di Marco Zavagli | 2 min

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Dopo l’espulsione dal Movimento 5 Stelle, un altro componente di Progetto per Ferrara se ne va. Il primo addio a Tavolazzi era stato pronunciato da Angelo Storari. Come aveva rivelato Estense.com (vai all’articolo), il portavoce della civica epurata da Beppe Grillo aveva scelto di ritornane nel meet up di Ferrara e riprendere il posto tra i grillini ferraresi, lasciati nel 2009 per candidarsi nella lista guidata dall’allora esponente ambientalista oggi in consiglio comunale.

A seguirlo ora è un altro esponente di rilievo di Ppf, Tommaso Mantovani, tra i fondatori di FerrAria Pulita, associazione nata per opporsi alla triplicazione dell’inceneritore e alla costruzione della turbogas. Mantovani era stato eletto nella Circoscrizione 3. Ora lascerà il suo posto a chi lo segue nella lista delle comunali, il primo dei non eletti, Adriano Giglioli.

I motivi? Mantovani cerca di riportare tutto allo “scarso significato che ormai hanno assunto i consiglieri di circoscrizione”. A partire dalle “proteste dei presidenti della circoscrizioni ferraresi che vogliono far ricorso contro la decisione del governo di togliere lo stipendio a chi ricopre quel ruolo”, per arrivare “alle attività politico-istituzionali estremamente diradate: in un anno la commissione ambiente, nella circoscrizione più inquinata di Ferrara, si è riunita tre volte; e senza mai toccare argomenti quali amianto, destinazione dei rifiuti ex orbit, cvm nei terreni”.

Ma i motivi, secondo fonti attendibili, sarebbero da ricercare anche in alcuni contrasti all’interno della civica di appartenenza. “Su alcune cose non la pensiamo allo stesso modo” è la mezza conferma di Mantovani, che a differenza di Storari non andrà, almeno per il momento, a rimpinguare le fila della costituenda lista a Cinque Stelle di Ferrara. “Il secondo figlio in arrivo e il tempo a disposizione sempre più ristretto mi consigliano una bella pausa”.

Il confronto con Tavolazzi e l’ormai certo addio arriveranno a giorni. All’origine del divorzio non c’è però solo la questione dell’espulsione, “un fulmine a ciel sereno che ha cambiato le prospettive a livello locale”. A minare la fiducia nel leader della civica avrebbe contribuito anche la decisione di Tavolazzi di pagare i rimborsi non dovuti per evitare – questa la motivazione addotta dal consigliere comunale – di far pagare una eventuale causa con il Comune ai cittadini. Quel gesto è stato visto da alcuni come un riconoscimento implicito di responsabilità.

Ora Mantovani rimarrà alla finestra, forse in attesa che si risolva il dilemma che da marzo attanaglia Progetto per Ferrara: come muoversi senza Beppe Grillo.

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