Bondeno. “Il tribunale del lavoro di Ferrara ha sancito quello che per la Filt Cgil di Ferrara era chiaro e semplice fin dal principio: quando si internalizzano servizi precedentemente in appalto, il personale va assunto“. Così la segretaria generale del sindacato Maria Lisa Cavallini interviene dopo la sentenza emessa nei giorni scorsi nei confronti di Bertani Trasporti Spa.
La vicenda a cui si fa riferimento risale a oltre un anno fa, al 31 marzo 2025, quando quattro lavoratori si sono visti impedire l’accesso al luogo di lavoro nell’ultimo giorno del loro contratto. Per risolvere la situazione fu necessario l’intervento dell’allora segretario provinciale della Filt Cgil, Luca Greco, e dei carabinieri.
L’azienda, parte del gruppo industriale specializzato in logistica con base a Castiglione delle Stiviere (Mantova), aveva interrotto il rapporto con l’azienda appaltatrice Asg di Sesto Fiorentino che si occupava della gestione delle attività “di piazzale” come il controllo e il carico e scarico dei mezzi.
La data fissata per l’interruzione dell’appalto era il primo aprile perché Bertani aveva deciso di internalizzare il servizio pur senza assumere direttamente i lavoratori di Asg. Gli stessi, spiega Cavallini, “sarebbero stati assunti a tempo determinato da un’agenzia interinale, passando da un contratto a tempo indeterminato ad un contratto a termine mediato dall’agenzia per il lavoro ‘Lavorint Spa’. Proprio un bel pesce d’aprile”.
Quattro dipendenti di Asg avevano deciso di rifiutare la prospettiva e iscriversi alla Cgil per chiedere di essere assunti direttamente e non tramite agenzia interinale, come previsto dal codice civile. Solamente due dei quattro hanno poi scelto di proseguire con il ricorso. Altri cinque avevano invece accettato il passaggio.
Bertani, all’epoca dei fatti, sostenne che in vista della scadenza dell’appalto si mosse per cercare un altro fornitore. Non trovandolo decise di “farsi carico dell’assunzione del personale tramite contratto a tempo determinato avvalendosi di apposita agenzia interinale”. Lo spiegarono come un modo per andare incontro ai lavoratori che altrimenti “avrebbero dovuto essere trasferiti dal fornitore di servizi presso il loro appalto più vicino, situato a Firenze”.
“La dignità ed i diritti non sono una merce”, ricorda Cavallini, e gli operai – tramite il supporto della Filt Cgil e degli avvocati Reni, Gallizioli e Tarini dello Studio Legale Associato – Legali Lavoro di Bologna – hanno deciso di opporsi e di intentare causa direttamente alla stazione appaltante.
Un’opposizione accompagnata, sostiene la Filt Cgil di Ferrara, dal “silenzio assordante del sindaco e delle istituzioni locali che si erano subito schierati a favore della libertà d’impresa”. Una libertà “che in questo caso si stava traducendo nella libertà di precarizzare la vita di questi lavoratori e di queste lavoratrici. Alla faccia della responsabilità sociale in capo per Costituzione ai datori di lavoro”.
Dopo più di un anno la Filt Cgil può però dire che i lavoratori “ci avevano visto giusto”. La sentenza, spiegano, ha “accertato il diritto dei ricorrenti alla prosecuzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato alle dirette dipendenze di Bertani Trasporti S.p.A., ai sensi dell’art. 2112 c.c., con decorrenza dal 1.4.2025, con mantenimento dell’anzianità di servizio, di inquadramento e di tutti gli altri diritti che derivano dal rapporto già in essere presso l’impresa cedente Asg Consulting S.r.l.”.
Bertani, difendendosi, aveva sostenuto la non configurabilità di un trasferimento di azienda (ex art. 2112 c.c.) poiché rispetto a quella adottata durante l’appalto da Asg Consulting Srl si sarebbe “dotata di una propria struttura organizzativa”. Il luogo del lavoro e le mansioni sono però rimaste le medesime e mancando elementi che possano dare segno contrario il giudice ha ritenuto “pienamente riscontrabile un fenomeno di ‘reinternalizzazione’ di una specifica e delimitata attività”.
L’azienda di Bondeno è stata dunque condannata a riammettere i ricorrenti in servizio nelle mansioni e condizioni contrattuali in godimento alla data del trasferimento e al pagamento delle retribuzioni maturate dai ricorrenti con decorrenza dal 1.4.2025 e sino alla loro effettiva riammissione in servizio, oltre alla rivalutazione ed agli interessi legali dalle singole scadenze al saldo effettivo.
“La sentenza – spiega Cavallini – sancisce un principio: in caso di reinternalizzazione di servizi affidati in appalto, ai lavoratori precedentemente occupati in quel appalto deve essere garantita continuità occupazionale“.
“Peccato – aggiunge amaramente – sia dovuto intervenire un tribunale per sancire quello che per noi era chiaro fin dall’inizio“.
“Siamo convinti – conclude – che la proposta di legge sugli appalti elaborata dalla Cgil su cui stiamo in questi giorni raccogliendo le firme, vada proprio nella direzione che la sentenza ha indicato: stesso lavoro, stessi diritti, stesso salario. Non ci fermeremo fino a quando non garantiremo ai lavoratori ed alle lavoratrici che i diritti non si appaltano”.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com