Il Conservatorio Frescobaldi partecipa al Millenario dell’Abbazia di Pomposa con un concerto di musica sacra barocca
Domenica 14 giugno alle ore 17, nella suggestiva cornice dell’Abbazia di Pomposa, si terrà il concerto dal titolo “Nomen dulce”
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In vista della prossima campagna di trasformazione del pomodoro da industria e della frutta allo sciroppo, Conserve Italia è alla ricerca di 200 lavoratori stagionali
Si sono conclusi da alcuni giorni i lavori di restauro agli affreschi della Chiesa di Santa Maria di Pomposa. Gli interventi si pongono in continuità con i lavori di restauro degli affreschi delle navate laterali avviati nel 2010
Si è conclusa con una significativa attività sul campo la terza edizione del progetto di sensibilizzazione ed educazione ambientale promosso all'Istituto di Istruzione Superiore "Guido Monaco di Pomposa" di Codigoro
L’uomo, in stato di alterazione alcolica secondo i militari, avrebbe distrutto il lunotto dell’auto di una 64enne e minacciato i carabinieri intervenuti. Il tribunale ha convalidato l’arresto e disposto l’obbligo di firma

Francesco Finessi, con i genitori Santa Passaniti e Raffaele Finessi
Codigoro. La famiglia Finessi non potrà rappresentare le proprie ragioni in giudizio nella causa per la morte del loro figlio Francesco. Si è aperta la fase preliminare del processo contro Nicola Marchetti, 51 anni, il tenente colonnello medico imputato per falso materiale e ideologico.
Secondo l’accusa, l’ufficiale avrebbe attestato visite mai effettuate nei libretti sanitari di alcuni militari, fra i quali anche quello di Francesco Finessi, il giovane di Codigoro morto nel dicembre 2002 dopo il servizio militare.
Il caso Finessi venne ripreso dai media nazionali, grazie anche alla tenacia della madre che voleva vederci chiaro sull’anomalo decesso del figlio avvenuto in un ospedale a Genova per un linfoma non Hodkin, che secondo la donna potrebbe essere fatto risalire ai vaccini a cui è stato sottoposto il figlio nel corso del servizio militare compiuto alla caserma “Salsa” di Belluno. Secondo la madre un vaccino in particolare sarebbe la causa, ovvero il vaccino antitifoideo somministrato due volte a Francesco Finessi attraverso il “Neotyf”, un medicinale che poi il ministero della Salute ritirò dal commercio nel gennaio 2002 per “ragioni di mercato”.
Informazioni, quelle relative alle vaccinazioni, che il tenente colonnello sotto accusa avrebbe omesso di riportare nel libretto sanitario del militare.
Per la famiglia di Francesco, però, il processo si è già fermato. Praticamente non è mai iniziato. Il giudice Antonella Coniglio non ha accolto la costituzione di parte civile e, di conseguenza, la possibilità per i genitori di essere risarciti in sede penale in caso di condanna (rimane aperta eventualmente la possibilità di causa in sede civile).
Il tribunale di Belluno ha accolto l’eccezione difensiva secondo la quale non esiste un nesso di causalità tra il reato contestato e la morte del ragazzo.
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