Hera: giovedì lavori alla rete idrica a San Biagio di Argenta
Dalle 8.30 alle 16 di giovedì 5 novembre si svolgeranno lavori sulla rete distributrice dell’acquedotto di San Biagio di Argenta
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Sta per essere recapitata in questi giorni, alle famiglie residenti nel Comune di Argenta, la comunicazione che li informa dell'assegnazione e dell'utilizzo della Carta Dedicata a Te
La circostanza emerge da un'intercettazione telefonica del 2 ottobre 2024 tra l'infermiera stessa - sentita ieri pomeriggio (giovedì 29 ottobre) davanti alla Corte d'Assise - e sua sorella, mentre il faccia a faccia sarebbe avvenuto nella cucinetta del reparto di Lungodegenza Geriatrica Riabilitativa dell'ospedale Mazzolani-Vandini di Argenta
Erano finiti a processo per aver rubato oltre 4 tonnellate di grano, ma alla fine il giudice del tribunale di Ferrara ne ha condannato solo uno, assolvendo l'altro
Un deposito abusivo di rifiuti speciali, anche pericolosi, è stato scoperto dai carabinieri forestali a San Nicolò, nel territorio comunale di Argenta
Argenta. Assolti dopo mille udienze e mille perizie. Escono dal processo a loro carico a testa alta Sabrina Scelfo e Francesco Greco, i due medici accusati di omicidio colposo per la tragica morte di Anna Santamaria. Era il primo dell’anno del 2007 quando la donna, 43 anni, arrivò all’ospedale di Argenta accusando dolori addominali e senso di nausea. La prima a visitarla fu la guardia medica di turno quel pomeriggio, Sabrina Scelfo, che non riscontrò sintomatologie tali da consigliarne il ricovero, sebbene la paziente riferì di aver assunto farmaci per regolare la glicemia.
Anna Santamaria venne così dimessa e tornò a casa. Ma i dolori continuavano e così decise di tornare all’ospedale Mazzolani Vandini. Qui la visitò il dottor Greco che, dopo aver sentito la collega ed aver effettuato ulteriori esami, la sottoposa a una terapia endovenosa e la dimise. La donna tornò nuovamente a casa. I parenti la troveranno morta il mattino dopo.
Scattò così l’indagine per appurare eventuali responsabilità omissive nel comportamento dei due medici, che vennero indagati per omicidio colposo e, dopo i primi riscontri della procura affidati a propri consulenti, rinviati a giudizio. La difesa, sostenuta dagli avvocati Daniela Francesconi (per la guardia medica) e Gianni Ricciuti (per il medico di guardia), presentò le conclusioni dei propri consulenti, che portavano ad escludere il nesso causale tra il comportamento individuale dei due dottori e il decesso improvviso.
A quelle deduzioni si contrapposero quelle opposte dei consulenti di parte civile (la famiglia, rappresentata in giudizio dall’avvocato Benedetto Bevilacqua del foro di Bologna): la donna andava ricoverata. Più cauti invece i periti del pm, secondo i quali un ricovero avrebbe permesso di tenere monitorata la paziente ma non sarebbe stato possibile addurre la causa della morte all’attività (attiva o omissiva) dei due imputati.
Una linea quest’ultima seguita dal pm, che ha chiesto l’assoluzione per mancanza di prove. Il giudice Matellini invece ha deciso invece per l’assoluzione con formula piena. “È una grande soddisfazione – è il commento dell’avvocato Ricciuti – per un epilogo che rende finalmente giustizia all’operato dei nostri assistiti”.
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