Politica
18 Febbraio 2012
L’Ici era stato pagato dalla diocesi di Ferrara su due immobili del video

“Errore macroscopico commesso dal Comune”

di Redazione | 3 min

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“Siamo nei guai”. Non sembra aver voglia di scherzare il sindaco Tiziano Tagliani quando entra nella sala di giunta del Municipio, dove ha convocato solo poche ore prima una conferenza stampa. Anzi, c’è un bel pasticcio, una “corbelleria”, un “errore macroscopico”, dovuto alla “superficialità”.

Si parla del video reso pubblico dai Radicali e finito perfino sul sito internet di un quotidiano nazionale – oltre che su YouTube -, nel quale si vorrebbe dimostrare come l’esenzione dall’Ici di tre immobili non esclusivamente utilizzati a fini di culto (il Seminario arcivescovile, la foresteria ‘Cenacolo’ e l’albergo ‘San Girolamo dei Gesuati’) crea una concorrenza sleale con gli altri operatori del settore.

Falso. E non per colpa dei Radicali (“nessuno fa addebiti a loro” garantisce lo stesso sindaco), bensì per colpa del Comune. Fu infatti il Municipio, rispondendo tramite lettera dell’assessore Marattin il 23 dicembre ad una richiesta dei pannelliani (elencavano una ventina di immobili e chiedevano se erano esenti), a fornire loro il materiale per il video, affermando che lo erano tutti meno uno. “Quella dichiarazione non è corretta – ha fatto mea culpa Tagliani – e ha prodotto qualche guasto. Ce ne assumiamo la responsabilità”.

Si potrebbe provare a giustificarsi sostenendo che fu scritta nei “giorni caldi dell’approvazione del Bilancio”, e che l’Ici si paga con il modello F23, “non facendone compilare uno per ogni immobile – continua il sindaco –, bensì uno ad ogni soggetto proprietario”. La richiesta radicale indicava invece degli immobili (senza avere certezza riguardo ai proprietari, come ha riconosciuto lo stesso presidente Mario Zamorani), e dunque l’ufficio, “nel tentativo di dare una risposta veloce, ha lavorato in maniera superficiale, senza un’adeguata verifica, dichiarando esenti immobili che non lo sono”.

Perché, appunto, su due dei tre coinvolti nel video l’Ici è stato pagato. “San Girolamo dei Gesuati, in via Madama 40/a, è di proprietà del Seminario arcivescovile – spiega Tagliani – e per quell’immobile nel 2011 furono versati 10.860 euro di Ici, parte consistente dei 23.261 pagati dal Seminario”.

La foresteria ‘Cenacolo’ di via Fabbri 414 appartiene invece all’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, “e per quella nel 2011 furono versati 1.093,23 euro – dettaglia ancora il sindaco -, poiché beneficia di un’agevolazione in quanto immobile storico, agevolazione tra l’altro abolita da questo governo”.

Il Seminario di via Fabbri 410, invece, è esente dall’Ici, “ma lo è statutariamente, per l’uso scolastico che viene fatto di quell’edificio”.

E per quanto riguarda gli altri elencati nella richiesta radicale? “Quell’elenco è un guazzabuglio, c’è persino un immobile dell’Ergo – Azienda regionale per il diritto agli studi superiori, ndr – ed è molto difficile imputare i fabbricati elencati ai proprietari, anche perché ce ne sono pure alcuni accatastati in parte in un modo e in parte in un altro”.

In ogni caso, “alcuni non sono esenti ed altri invece lo sono, sulla base però delle normative vigenti”. Nulla di irregolare insomma.

Per il Comune “la storia finisce qui”, e anzi il Municipio chiederà a chi ha pubblicato quel video “di rimuoverlo, perché vorremmo ridurre il danno. Chi continua a pubblicarlo è a rischio”.

Cosa faranno invece le persone e gli enti coinvolti? Monsignor Danillo Bisarello (segretario presso il Consiglio diocesano degli affari economici e Amministratore-economo presso il Seminario) non era presente alla conferenza stampa; il suo collaboratore Nicola Mantovani si è limitato ad affermare di “non poter dire che non ci saranno rivalse, ma non è questa la sede per parlarne”.

“Se saremo convocati in giudizio ci difenderemo” conclude da avvocato il sindaco, prima di una valutazione da politico: “l’Ici è un tema che oggi va di moda, ma ce ne sarebbero tanti altri. Non dimentichiamo poi di confrontare le somme in ballo con la manutenzione straordinaria della Cattedrale, che ha un costo nell’ordine dei milioni di euro, a carico dell’Arcidiocesi”.

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