Incidente in via Modena, quattro auto coinvolte
Quattro auto incidentate hanno bloccato per circa 40 minuti il traffico in via Modena, a Cassana. Fortunatamente non si registrano feriti gravi
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Se n'è andato all'età di 96 anni Umberto Bentivoglio, figura storica del socialismo ferrarese. A darne notizia è il segretario provinciale del Psi Gianni Squarzanti, che lo ricorda come “compagno autorevole, dirigente del nostro partito ed esempio di serietà ed onestà”
Si è spento all'età di 69 anni Aldo Pappalardo, ex comandante del Norm di Ferrara. Nato a Palermo e arrivato a Ferrara all'inizio degli anni Duemila, Pappalardo lascia nell'Arma un grande vuoto
Alcuni tentativi di truffa telefonica realizzati utilizzando impropriamente il nome del Cup fanno scattare la segnalazione dell'Azienda Usl di Ferrara
Un impegno di 50 operatori per ogni turno di servizio per garantire la sicurezza dei cittadini e il rispetto delle regole durante il doppio concerto di Vasco Rossi. È positivo il bilancio delle attività messe in campo dalla Polizia Locale Terre Estensi
Trentasei persone ospitate da 9 nazioni diverse (compresa l’Italia) in 7 diversi appartamenti per un massimo di 19 posti letto. Non sono i dati di una struttura di ricezione turistica, ma quelli forniti dall’Associazione Badanti “Nadiya” di Ferrara per quanto riguarda l’attività svolta nelle proprie “case di accoglienza” a favore di donne straniere in difficoltà o per salute o per indigenza.
Sei di queste ‘casa accoglienza’ si trovano a Ferrara in via Frascobaldi ed in considerazione dell’aumento della richiesta è stato aggiunto un ulteriore appartamento sempre a Ferrara in via del Carbone, oltre a due stanze in affitto presso terzi a Ferrara e Bondeno. “Il nuovo appartamento nei pressi dell’ospedale di Ferrara – spiega il responsabile dell’associazione, Roberto Marchetti – è stato destinato a mamme sole con bambini; vi abbiamo già ospitato, da gennaio a ottobre, una mamma rumena con bambina, già usciti dalla nostra accoglienza e resisi indipendenti per aver trovato un lavoro presso l’ospedale”.
“Rammento – aggiunge Marchetti nel commentare i dati – che le nostre case accoglienza, ch erano nate a suo tempo per aiutare le donne straniere ammalate, sono diventate con tempo un aiuto economico e morale per le famiglie dove le stesse si sono ammalate, in quanto le famiglie ospitanti, per ovvi motivi, sono costrette a metterle alla porta. E la nostra accoglienza non ha solo la funzione di sostenere le donne straniere, pur essendo prevalenti, ma sono diventate un sostegno al mondo femminile che si trova in difficoltà”.
Le pesone ospitate, come detto, nel 2011 sono state 36, tutte segnalte dai servizi sociali oppure dimesse dagli ospedali. Per via della convenzione con il Comune di Ferrara limitata a 8 persone massimo, gli ospiti in convenzione sono stati 23, mentre 13 le persone fuori convenzione. “La maggiore richiesta – fa notare Marchetti – si evince anche dall’incremento delle giornate di accoglienza, passate da 5.059 nel 2010 a 6.010 nel 2011, di cui 4.360 convenzionate e 1.650 interamente a carico della associazione”.
Accoglinza che non è solo a favore di “badanti” provenienti dai Paesi dell’Est Europa, dato che fra le nazionalità figurano anche Camerun, Gemania, Italia, Marocco e addirittura gli Stati Uniti. Le giornate medie di permanenza si sono incrementate dal 2010 al 2011 (nel 2011 la media è di 166 giorni) in quanto sono aumentate le cronicità di alcune ospiti provenienti dal reparto di oncologia, di cui alcune decedute del corso dell’anno. “Un discorso a parte – commenta Marchetti – meritano i decessi. Ormai alla morte di una donna staniera le poche amiche vengono a chiedere di sostenere, almeno in parte, le spese del funerale. Per contenere i costi procediamo con la cremazione, ma lo stesso nel corso dell’anno abbiamo sostenuto le spese di altri tre funerali dopo i sette del 2010. Ricordo che se residenti, il Comune ci rimborsa metà delle spese, ma purtroppo muoiono anche le irregolari, e rimangono spese completamente a nostro carico. Altro nostro compito non semplice è di chiedere, nella fase finale della malattia, se preferiscono tornare a casa loro, spiegando cosa succederà nel caso il decesso avvenga presso di noi e quindi con cremazione e spedizione delle ceneri alla famiglia, oppure se preferiscano tornare a casa loro, nel qual caso organizziamo il rientro in aereo. Nel corso del 2011 sono state tre le persone che hanno preferito tornare presso le loro famiglie”.
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