Economia e Lavoro
21 Dicembre 2011
Rinvio a gennaio per l’esito del concordato. Carife vota contro

Cir, i creditori si dividono

di Marco Zavagli | 2 min

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È ancora incerto l’esito del concordato per Cir, l’impresa edile del gruppo Mascellani gravata da un debito di 53 milioni di euro. Ieri in tribunale l’assemblea dei creditori – sono circa 650 coloro che vantano pretese nei confronti della società – si è spaccata. Una parte dei creditori per 19 milioni (tra cui Carife con una quota di 12 milioni) si è espressa contro l’ipotesi di concordato avanzata dai legali di Mascellani; altri creditori per 2,5 milioni si sono invece detti a favore. Per gli altri ci sono ancora 20 giorni di tempo (grazie al rinvio concesso dal tribunale), al termine dei quali il giudice Stefano Giusberti – dopo aver raccolto le relative proposte ancora da esprimere – valuterà la strada da percorrere.

Questo al termine della concitata riunione in aula F, che ha visto l’esposizione della relazione del commissario giudiziale Enrico Baraldi, che si è espresso positivamente sulle possibilità di recupero di Cir.

Secondo le circa 70 pagine della relazione, infatti, il gruppo potrebbe risollevarsi grazie alla cessione di immobili da parte di altre società che fanno capo a Mascellani, come Magazzini Darsena e Sinteco.

La società del gruppo Mascellani ha anche depositato una fideiussione per rimpinguare l’offerta messa sul piatto del concordato e convincere i creditori ad accettare lo schema di salvataggio. Una garanzia giudicata dai legali del gruppo “idonea a soddisfare la percentuale minima di chirografari” e che va ad aggiungersi a quel 4,95% di pagamento minimo garantito dei debiti.

Proposte che però, al momento, non hanno trovato accoglimento tra la maggioranza dei creditori. Ora si attende metà gennaio per capire la sorte amministrative di Cir.

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