“Darsena Calling”: tre serate di musica con artisti internazionali, indipendenti italiani e band del territorio
"Darsena Calling" è l'iniziativa musicale in programma da venerdì 11 a domenica 13 settembre nella Darsena di Ferrara
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Oltre 2 milioni e mezzo di euro, 15 linee di trasporto, di cui 3 con bus elettrici, 265mila chilometri stimati, e quasi 400 iscrizioni: sono i numeri del servizio di trasporto scolastico predisposto anche quest'anno dall'assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Ferrara per il nuovo anno scolastico
Due milioni di euro per riqualificare strade e collegamenti ciclabili di Ferrara. È questo il valore del nuovo piano di manutenzione straordinaria del manto stradale inserito dall'Amministrazione comunale nel Piano delle Opere 2026
La consigliera Pd Sara Conforti chiede trasparenza sulla nuova collocazione del Festival e reclama il coinvolgimento del Consiglio comunale prima della decisione
Pontelagoscuro, 40enne arrestato dai Carabinieri dopo aver minacciato e aggredito i militari durante un controllo: l’uomo era armato di due coltelli da cucina
Vigarano Pieve. “Mi sono affacciata alla porta e ho visto mio marito accasciato, con tre uomini attorno a lui che lo picchiavano con delle mazze”. È il racconto reso davanti al giudice collegiale del tribunale di Ferrara (presidente Matellini con a latere Rizzieri e Attinà) dalla moglie dell’ingegnere aggredito davanti a casa sua il 15 febbraio 2010.
Imputato per quel fatto è Sereno Quirino, 47 anni, di origine napoletana. Sarebbe stato proprio l’aggredito a riconoscerlo, nonostante il volto coperto. “È stato Quirino, Sereno Quirino”, dirà alla moglie che lo stava soccorrendo. Quirino (con il quale l’ingegnere aveva avuto rapporti di lavoro), già in carcere per la rapina al bar tabaccheria Chakra Caffè di Montalbano del 4 gennaio del 2010 (vai all’articolo), era stato pedinato dai carabinieri del Norm di Ferrara e dai carabinieri di Comacchio fino a pochi minuti prima.
“Abbiamo seguito i suoi spostamenti tutto il giorno”, conferma il luogotenente Antonio Muzzi, chiamato come teste: quel giorno Quirino si incontrò con Rosario Salerno e Francesco Di Raimondo, i due complici con cui avrebbe commesso la rapina del mese precedente (entrambi già condannati con riti speciali). A Comacchio entrarono in un ferramenta, per uscirne con dei manici di piccone. In auto si diressero a Ferrara prima e a Vigarano Pieve poi. Nel mezzo della zona industriale, a due passi dall’abitazione teatro dell’aggressione, i carabinieri persero le tracce dei tre.
Erano circa le 18.30. Poco dopo la moglie della vittima sentirà il citofono, rumori convulsi e – dopo essersi affacciata, il brutale pestaggio. Che terminerà nel giro di “3 o 4 minuti”, con i malviventi che fuggono a piedi con in mano la valigetta dell’ingegnere, che riporterà lesioni gravi guaribili in 50 giorni.
Oggi l’uomo è parte civile al processo, assistito dall’avvocato Ferdinando Bonon. Quirino è difeso dall’avvocato Rizza di Varese. La prossima udienza si terrà il 22 novembre, per sentire altri testi e il perito incaricato della trascrizione delle intercettazioni effettuate in sede di indagini.
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