Cronaca
11 Novembre 2011
Presto il cortile del castello estense coperto da un 'Velario'

Open Museum: progetto europeo per musei più aperti

di Redazione | 3 min

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Martina Gamboz, Davide Nardini e Lodovico Gherardi

Undici partner, 3.856.000 euro in dote dall’Unione europea e come scadenza la data di maggio 2014. Questi i dati salienti del progetto europeo stransfrontaliero denominato Open Museum.

Doveva partire lo scorso maggio, ma solo ora, per problemi organizzativi, si è potuto dare il via al progetto, che vede nei panni di capofila la provincia di Ferrara e che coinvolge altri dieci partner fra italiani e sloveni: museo d’arte della città (comune di Ravenna),  province di Rovigo e Venezia, i musei provinciali di Gorizia, i civici musei e gallerie di storia ed arte del comune di Udine, comune di Lubiana, museo del mare di Pirano (Slovenia), museo regionale di Capodistria, fondazione Aquileia e il museo di Caporetto.

«È uno dei 16 progetti strategici – ha detto l’assessore provinciale ai fondi comunitari Davide Nardini durante la presentazione in castello estense – finanziati sul programma di cooperazione transfrontaliera italo-slovena 2007/2013 e abbiamo accettato di essere lead partner di questa iniziativa, perché crediamo che l’economia della cultura, anche per quanto riguarda il nostro patrimonio culturale, non abbia ancora sviluppato appieno le proprie potenzialità».

In effetti Open Museum si propone di sviluppare azioni lungo alcuni obiettivi di fondo, come la didattica museale, le strategie comunicative, il fare rete e azioni di marketing.

«Proprio sul fronte della comunicazione e marketing – come spiega la dirigente provinciale alla Cultura, Nadia Benasciutti – i musei e le istituzioni culturali non sono abituati, e spesso mancano risorse economiche e professionalità, a promuoversi e allora ecco le possibilità offerte dal mettere in rete energie e talenti per sviluppare nuove collaborazioni, anche in questo campo».

«Se i musei sono notoriamente i luoghi di conservazione e tutela del patrimonio storico ed artistico delle comunità, non ancora sviluppata appare la riflessione sulla possibilità che queste istituzioni possano maggiormente diventare occasione di crescita, anche economica, di un territorio». È quanto hanno spiegato Martina Gamboz, direttrice del museo del mare di Pirano, e Lodovico Gherardi del servizio relazioni internazionali della regione Emilia-Romagna.

 Nelle schede tecniche del progetto emergono numerosi gli obiettivi: migliorare le tecniche di conservazione, produzione, gestione e valorizzazione delle realtà museali; favorire l’innovazione tecnologica ed energetica nei musei; favorire diffusione e conoscenza dei patrimoni e delle informazioni a partire dall’impiego delle tecnologie informatiche; modelli di gestione e fruizione innovativi, trasferibili ad altre realtà; incrementare appeal e visibilità dei musei, con l’impegno di attrarre target non ancora raggiunti e, infine, favorire il dialogo gli scambi culturali e la cooperazione tra i musei.

È dunque con questi impegni che vede la luce  questo progetto targato Unione europea, che disegna una rete museale transfrontaliera nell’alto adriatico.

Una prima indicazione operativa del progetto riguarda proprio il castello estense con la realizzazione di una copertura del cortile del monumento simbolo di Ferrara. Il termine usato per definire la struttura è ‘Velario’, in similitudine alle antiche coperture in uso in epoca romana per il Colosseo.

Una soluzione tecnica, come è stato spiegato, che consentirà una più piena fruizione di uno degli spazi maggiormente esclusivi di Ferrara.

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