Vigarano
6 Novembre 2011
Due anni ai tre ex soci per il rogo che distrusse l’azienda nel ‘99

Orbit, l’appello capovolge la sentenza di primo grado

di Marco Zavagli | 2 min

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Nella foto, la sede della Corte d'appello di Bologna

Vigarano Mainarda. È una sentenza che ha del clamoroso quella pronunciata venerdì dalla seconda sezione penale della Corte d’Appello di Bologna. Dopo 12 anni sono state condannate tre persone – assolte in primo grado – per l’incendio che nel 1999 distrusse l’azienda Orbit di Viagarano, produttrice di mattonelle da materiale di riciclo.

L’impresa, il cui nome è tornato di recente sulle pagine dei quotidiani per le eventuali presenze inquinanti della zona, venne bruciata da un rogo il 12 settembre 1999. Un rogo doloso, secondo la prima ipotesi della procura di Ferrara, che chiese il rinvio a giudizio per incendio doloso dei tre soci Federico Fabbri, Contardo Cimatti e Fernando Massari.

Secondo la procura i tre imputati avevano ammassato materiale infiammabile nei capannoni, che presero fuoco perché sarebbe stata volontariamente omessa l’installazione degli impianti antincendio.

Dopo otto anni dai fatti, il 6 novembre 2007, il giudice collegiale li assolse con formula piena. Contro quella decisione ricorse il procuratore generale di Bologna. Con lui, come parti civili, anche la Regione (assistita dall’avvocato Mariano Rossetti) e il comune di Vigarano. Assente nel secondo grado la Provincia di Ferrara, pure parte civile nel primo processo.

In appello il pg ha chiesto e ottenuto di derubricare l’ipotesi di reato in “rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro”. Una tesi fatta propria dalla Corte che ha condannato i tre ex soci  a due anni di reclusione, oltre che al pagamento delle spese processuali per entrambi i gradi di giudizio.

Fabbri e Cimatti beneficeranno della sospensione condizionale della pena (il primo anche della non menzione), mentre per Massari è intervenuto il condono.

Le parti civili avranno diritto al risarcimento, da liquidarsi in sede civile, e a una provvisionale di 300mila euro.

Entro 90 giorni ci sarà il deposito delle motivazioni della sentenza.

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