Politica
29 Settembre 2011
L'ex commerciante ambulante continuerà nel suo ruolo di segretario comunale del partito

Congresso Pdci, riconfermato Fiori

di Redazione | 5 min

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“Ogni pietra è legata in qualche modo alla sua azione”. Si è tenuto stamattina (giovedì 11 giugno) il funerale di Roberto Soffritti, sindaco di Ferrara per sedici anni consecutivi - dal 1983 al 1999 -, scomparso all’età di 84 anni

Si è concluso con la riconferma per acclamazione a segretario della città di Francesco Fiori, ex commerciante ambulante, il congresso comunale del Partito dei comunisti italiani di Ferrara che si è tenuto sabato 24 settembre 2011.

Dopo un breve e sentito ricordo di Mauro Cavallini, l’esponente Pd recentemente scomparso, una ricca relazione introduttiva ha passato in rassegna la situazione determinata in Italia e a Ferrara dalla crisi, dalla latitanza del governo Berlusconi e dall’ultima manovra, approvata a colpi di fiducia e ritenuta gravemente insufficiente persino dagli industriali. Ha inoltre sottoposto all’approvazione del congresso i tre punti fondamentali in cui si articola la proposta del PdCI che terrà alla fine di ottobre, a Rimini, il suo VI Congresso nazionale: la riunificazione dei comunisti in un unico partito, l’unità della sinistra e la costruzione di un fronte democratico con le forze del centro sinistra per mandare a casa Berlusconi.

Essenziale, in questo percorso, è ritenuta la Federazione della sinistra (composta da PdCI, PRC, Socialismo 2000 e Lavoro e Solidarietà), il suo potenziamento come soggetto politico federato dentro il quale avanzano processi di riunificazione delle diverse formazioni, da quello comunista a quello che prelude al Partito del Lavoro lanciato sabato scorso a Roma da Salvi e Patta. I processi in campo devono poi tendere, secondo i comunisti ferraresi, ad una rinnovata occasione di incontro con il PD, la forza maggioritaria dell’opposizione parlamentare nonché principale forza di governo locale, attraverso la definizione di alcuni punti programmatici comuni e condivisi che mettano insieme le forze necessarie a riconquistare il governo nazionale e a confermare quello locale.

L’invito al PD a considerare i comunisti e la Federazione della sinistra alleati indispensabili  è stato molto forte, così come forte è stata la richiesta di superare la situazione della città di Ferrara, che vede i comunisti alleati esterni ma non parte costitutiva del governo della città. Proprio sulla necessità di mettere a punto un’azione comune per il  governo di Ferrara è intervenuto, nel suo saluto al congresso, il rappresentante dei socialisti, Campana, che ha sottolineato come la manovra, con i 12 possibili milioni di tagli sul bilancio comunale nel 2012, avrà conseguenze devastanti, mettendo a rischio molti servizi necessari alla popolazione.

Campana ha sottolineato anche le passate esperienze di governo locale in cui comunisti e socialisti sono stati utilmente alleati, in alcuni casi – come nel ’94 – coinvolgendo nel governo della città anche gli ex democristiani (all’epoca, Franceschini era assessore in una giunta Soffritti). Fortemente preoccupato per la situazione locale, che vede le forze di maggioranza consultare soltanto all’ultimo e su grosse questioni la capogruppo Irene Bregola, eletta con una lista unitaria PdCI-PRC, senza fare un passo avanti in direzione del coinvolgimento dei comunisti nel governo della città, anche il segretario comunale Alfredo Valente, che ha invocato una maggior unità d’azione tra i due principali partiti comunisti ferraresi, pur manifestando fortissime riserve sull’opportunità di unificare i due partiti e di continuare a far vivere la federazione della sinistra.

Sono intervenuti nel dibattito anche Civiero (CGIL nazionale, sui temi del lavoro,del sindacato e dell’art. 8 della manovra che mette a rischio lo stesso Statuto dei lavoratori); Delfina Tromboni (esecutivo nazionale della Federazione della sinistra, sullo stato della Federazione stessa a livello nazionale, sull’ineluttabilità del processo di unificazione dei comunisti, sulla necessità di un percorso condiviso con il futuro Partito del Lavoro e sulle alleanze possibili, a livello nazionale, per battere Berlusconi e il Berlusconismo ).  Sulla Federazione della Sinistra si è soffermato anche Claudio Piva, mentre Fausto Facchini, Presidente della circoscrizione 2, ha incentrato il suo intervento sulla sua esperienza amministrativa, in una circoscrizione dai problemi vasti e complessi, in cui destra e sinistra hanno a livello di consiglio quasi gli stessi numeri. Infine, Enrico Giordano (consigliere nella circoscrizione 3), ha raccontato la sua esperienza di giovane che ha cominciato a far politica nella scuola a 15 anni, è oggi impegnato nel PdCI, e si interroga su come trovare il linguaggio adatto e le iniziative politiche fuori dai muri delle sezioni, per far comprendere ai suoi coetanei l’essenzialità della loro scesa in campo e della partecipazione di una nuova generazione, – la prima che vive un arretramento di diritti e condizioni di vita rispetto ai propri genitori – alla politica organizzata. L’ultimo intervento è stato quello dell’ex segretaria provinciale Alexandra Storari, che ha sottolineato la grande differenza tra il far politica al tempo dei suoi vent’anni e il farlo ora, in un’epoca in cui il governo può permettersi perfino di mettere il discussione le date civili fondanti della nostra identità nazionale: il 25 aprile, il 1° Maggio, il 2 giugno.

Infine, il garante nazionale Roberto Soffritti. Soffritti nelle conclusioni ha sottolineato come i comunisti italiani di Ferrara e provincia  abbiano dato buona prova di sé nelle ultime elezioni amministrative, conquistando un sindaco (a Formignana), un Vice Sindaco (a Cento), due Presidenti del Consiglio (Portomaggiore e Codigoro), che si sono aggiunti agli eletti precedenti. Determinante è stato il contributo dei comunisti italiani alla riconquista di Cento, dopo quasi vent’anni di centro destra. Importanti anche i risultati a livello di iscritti, che in città sono, nel 2011, 257.

Dunque, chiede Soffritti al PD, se andiamo bene a Cento e negli altri comuni della provincia, come mai non andiamo bene nel comune di Ferrara? Una contraddizione che il PD dovrebbe sciogliere, anche per facilitare il processo di alleanza a livello nazionale, indispensabile per cacciare finalmente Berlusconi.

Una attenzione molto alta, in tutti gli interventi, è stata posta ai problemi del lavoro, della precarietà, della disoccupazione soprattutto giovanile, del depauperamento della scuola pubblica, dell’impoverimento delle famiglie, che segna fortemente anche la nostra città e la nostra provincia.

Il documento nazionale e la proposta congressuale (unità dei comunisti in un unico partito e costruzione di un fronte democratico per cacciare Berlusconi) sono stati approvati all’unanimità.

Il prossimo 8 ottobre si terrà il congresso provinciale.

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