Bambino cade mentre gioca in spiaggia, paura a Lido degli Estensi
L'allarme intorno alle 19.30. Mobilitato anche l'elisoccorso da Ravenna. Trasportato a Cona, non si trova in pericolo di vita
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Seconda amichevole di preseason contro una diretta avversaria nel prossimo girone di Serie B per l’Adamant di coach Simone Bianchi. Nonostante il calo nel finale che premia la S4 Energia Vicenza, alla Bondi Arena Ferrara mostra miglioramenti rispetto alla prima amichevole con Imola
Il corpo è stato individuato nei pressi di una chiatta galleggiante. Da giorni erano in corso le ricerche lungo il fiume dopo la scomparsa da Borgo Mantovano
Era in sella al suo Yamaha T Max 500 quando, per cause ancora al vaglio degli inquirenti, si è scontrato contro una Fiat Panda che procedeva nel senso opposto. L'impatto è stato violentissimo e il centauro, Mirco Maritan, 63 anni a novembre, è deceduto durante il trasporto in ospedale
Ieri pomeriggio, venerdì 28 agosto, i Carabinieri della Stazione di Codigoro hanno arrestato un 30enne senza fissa dimora, sorpreso con un ingente quantitativo di droga sintetica ad elevata tossicità
Riunione dopo l’operazione bomba. Ieri pomeriggio si sono riuniti presso la caserma dei vigili del fuoco di Ferrara il prefetto Provvidenza Raimondo, il capitano Giuseppe Laianca – dell’8° reggimento del genio guastatori “Folgore” di Legnago -, il colonnello Patrizi del 1° comando Fod di Vittorio Veneto, il comandante provinciale dei vigili del fuoco Cristiano Cusin, l’ingegnere capo del comune di Ferrara Capozzi Luca e il delegato provinciale per la protezione civile Nicola Ardizzoni. Assieme hanno spiegato e commentato l’esito della difficile operazione sostenuta per rimuovere e neutralizzare il residuo bellico ritrovato in zona Isola Bianca.
Rispetto ad altri interventi simili, il prefetto Raimondo ha fatto notare come “in questo caso la rimozione dell’ordigno è stata particolarmente complicata. La bomba si trovava in una posizione molto scomoda, inaccessibile. Per organizzare le attività sono state necessarie numerose riunioni di coordinamento”.
Dallo staff confermano di Palazzo Giulio d’Este: “normalmente l’intera operazione riesce a svolgersi nell’arco di due settimane a partire dal ritrovamento, i tempi per questo ordigno si sono allungati: il rinvenimento risale al 25 giugno”. A riguardo il comandante Laianca ha specificato che “nulla succede per caso. I risultati si ottengono solo quando il sistema funziona in modo perfettamente sinergico e coordinato. Abbiamo cercato di mettere in sicurezza il territorio nel minor tempo possibile. A causa dei cicli di innalzamento delle acque non era possibile temporeggiare rispetto la data di intervento ”.
Il trasferimento della bomba, inizialmente pianificato lungo la idrovia ferrarese, ha richiesto l’attuazione di una progettualità alternativa: un imprevisto presso le chiuse del canale Boicelli ha infatti reso obbligatorio il passaggio verso la sponda veneta del fiume.
Il trasferimento si è concluso in mattinata. Nel pomeriggio gli artificieri hanno predisposto l’esplosione. Alle 15 e 38 si è prodotto il brillamento, alle 15 e 43 la verifica finale. “Servono circa 15 kg di esplosivo per neutralizzare un congegno del genere. Nei giorni scorsi abbiamo approntato i mezzi e i materiali – ha aggiunto il comandante Laianca -. Oggi [ieri,ndr] la bomba è stata collocata in una buca profonda 4 metri, è stata allacciata alle cariche di tritolo ed il tutto è stato ricoperto con terra di ricavo e infine innescato. La fase finale di verifica sembra scontata ma non lo è: il capo nucleo deve controllare che sia avvenuto il totale brillamento”.
Testimoniano la complessa gestione dell’intervento la quantità di forze impiegate: sono stati coinvolti 4 artificieri, 15 vigili del fuoco di Ferrara e 10 di Rovigo, 7 agenti della municipale, 6 dipendenti comunali per la protezione civile e 25 volontari, oltre ovviamente ai carabinieri di entrambe le province coinvolte e l’ufficio della prefettura ferrarese.
Tutti i rappresentanti delle autorità hanno invitato i cittadini alla cooperazione. Il prefetto Raimondi ha spiegato che “non è da escludere che ordigni simili possano ancora essere occultati in zona. Il coinvolgimento dei cittadini è fondamentale: bisogna avere spirito di osservazione e segnalare immediatamente alle forze dell’ordine il ritrovamento di qualcosa che sembra diverso da un semplice pezzo di ferro. La triste evoluzione di un conflitto mondiale è anche questa: bisogna fare prevenzione”.
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