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Operazione simpatia per il Partito democratico di Ferrara. Allo scoccare della mezzanotte tra giovedì e venerdì, in mezzo alla folla che lasciava piazza Castello dopo il concerto, un manipolo di fasce tricolori è sfilato fino sullo scalone municipale.
In testa al drappello Tiziano Tagliani. Con lui tutti i sindaci di centrosinistra della provincia, con la presidente Zappaterra, i parlamentari Bratti e Bertuzzi e il consigliere regionale Montanari.
“Siamo cittadini con la fascia, cittadini fasciati come fasciati sono i cittadini colpiti dai tagli di questa finanziaria”. A parlare è Tagliani, padrone di casa. L’occasione è l’iniziativa “Le cose in comune”, partita in sordina pochi giorni fa su facebook e diffusa sul web. Un modo innovativo di annunciare una manifestazione politica che nelle intenzioni dovrebbe far breccia nei giovani.
In verità ad ascoltare le cose in comune c’erano almeno duecento persone, ma molti di questi erano i “soliti noti”, tra amministratori, consiglieri e assessori. Chi con amici chi con la famiglia. L’idea però è buona e potrebbe davvero portare risultati se ripetuta e diffusa con un maggiore anticipo.
E se il Pd saprà, come si augura Tagliani, “imparare a usare il linguaggio della gente, dei giovani”. Per dire che “la manovra fa pagare agli enti locali gran parte del debito creato dallo stesso governo, quando invece i debiti di tutti i comuni d’Italia insieme fanno appena il 5% del deficit”.
L’invettiva continua con “un governo che non capisce che la differenza tra un mucchio di persone e una città la fanno i servizi sociali, l’occuparsi delle persone. E domani a causa di questi tagli non potremo più aprire biblioteche, chiuderemo scuole e asili e saremo costretti ad abbandonare gli anziani a se stessi”.
E mentre una suffragetta consegnava ai presenti una simbolica chiave della città, Tagliani prendeva in prestito le parole di una canzone dei Subsonica, “capace di toccare il cuore della gente”: “Da ciò che uccide te e tutto ciò che ho intorno… Liberi tutti liberi tutti liberi, liberi, da ciò che uccide te e tutto ciò che ho intorno… dall’uomo che non è padrone del suo giorno da tutti quelli che inquinano il mio campo io mi libererò perché ora sono stanco”.
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