Cronaca
15 Luglio 2011
Automec, difetto di notifica fa rinviare l’udienza a dicembre

Slitta il processo per la maxi frode delle auto di lusso

di Marco Zavagli | 2 min

Leggi anche

Copparo piange Maria Chiara Corli, deceduta dopo l’investimento

La notizia della sua morte si è rapidamente diffusa in paese, suscitando profonda commozione. Sui social sono comparsi numerosi messaggi di cordoglio. C'è chi la ricorda come "una dolcissima signora" e chi le ha dedicato un pensiero particolarmente toccante: "Continueremo a vederti passare con gli occhi del cuore"

Un problema di notifica ha fatto slittare il processo Automec, che vede alla sbarra 26 persone imputate a vario titolo per la maxi frode fiscale da 20 milioni di euro per un giro di auto di lusso tra Ferrara e San Marino. Il collegio presieduto dal giudice Diego Matelllini ha rinviato l’udienza filtro, per esaminare le questioni preliminari, al 20 dicembre.

Secondo l’accusa tutto ruotava attorno all’Automec, concessionaria di cui era responsabile legale Roberto Baruzzi, ex presidente dell’Ascom di Ferrara. Con lui, accusati di associazione a delinquere finalizzata al compimento di reati tributari, ci sono altre cinque persone. Si tratta di Giorgio Baruffa, commercialista di Automec; Mauro Bertoni, commerciale di Automec; Franco Maestri, amministratore delegato di Automec fino al 2007, Pasquale Francesco Sbarro, amministratore delle presunte società fittizie che avrebbero fatto da ponte tra Ferrara e San Marino per la compravendita delle vetture.

Da quanto ricostruito dagli inquirenti, il gruppo sarebbe riuscito a vendere sottoprezzo, con ribassi anche del 20%, auto di lusso, incentivando gli acquirenti a rivolgersi nella concessionaria Automec di via Bologna, oggi chiusa. In che modo? Le auto di lusso venivano acquistate a San Marino, senza l’Iva (come permetteva allora la normativa comunitaria), salvo poi compilare un’autocertificazione comprovante il regolare assolvimento dell’imposta prima dell’arrivo della merce sul territorio nazionale.

Attraverso triangolazioni con società di comodo, sarebbero state emesse fatture per operazioni inesistenti. Ottenendo un doppio danno: allo Stato e al regime concorrenziale concorrenza del mercato, dal momento che le concessionarie acquirenti potevano praticare a loro volta prezzi altamente competitivi rispetto ai concorrenti “in regola”.

Tra i capi di imputazione figura anche la truffa aggravata allo Stato, per la concessione di incentivi per auto ecologiche non dovuti. A scapito, questa volta della Fiat.

Alcune posizioni sono già state risolte con i riti speciali nel corso dell’udienza preliminare dello scorso marzo, quando vennero condannati in rito abbreviato a 4 anni Daniele Buzzoni, a 3 Benigno Mizar di Verona e a 6 mesi Matteo Marangoni. Salvatore Spatafora e Giovanni Principato patteggiarono pene di 2 anni e 1 anno e 10 mesi.

 

aggiornamento del 10 dicembre 2018

il processo di primo grado sì è concluso con l’assoluzione per Roberto Baruzzi, Luigi Armani, Franco e Giancarlo Tomasi, Claudio Frassina, Marco Calura, Giorgio Baruffa, Paola Carucci, Vincenzo D’Ascia, Giovanni Lorenzi, Giuseppe Minardi, Livio Penazzi, Gian Paolo Pirani, Stefano Poltronieri, Roberto Pozzerle.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com