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C’erano anche tanti ferraresi in mezzo a quel milione di persone che sabato ha sfilato a Roma per l’Europride. Sotto la bandiera dell’arcobaleno gay, lesbiche e transessuali hanno composto il colorato corteo che da piazza della Repubblica fino al Circo Massimo, passando per il Colosseo.
La lunga marcia sotto i trenta gradi del sole di Roma viene premiata dal breve concerto gratuito di Lady Gaga con tanto di discorso finale. “Ha detto che non è possibile che nel mondo occidentale ci siano ancora discriminazioni sessuali”, riporta Flavio Romani, presidente di Circomassimo Arcigay di Ferrara. “Ci ha detto di non mollare”, aggiunge, ricordando la giornata appena trascorsa nella Capitale insieme a un centinaio di ferraresi che hanno partecipato alla manifestazione. “Questi sono solo quelli che ha visto o che conosco, non saprei quantificare il numero di partecipanti tra i nostri concittadini”.
Di sicuro la corriera dell’Arcigay partita sabato mattina alle 8 era piena. Piena di persone “che non hanno bisogno di sfilare con boa e piume o con le chiappe fuori per rivendicare i propri diritti di pari dignità”, strizza l’occhio Romani alludendo a uno dei più tipici luoghi comuni sui gaypride.
Per lui non è il primo “pride”. Era anche a Roma, nell’anno del Giubileo, quando la manifestazione glbt divenne appuntamento annuale di livello continentale. Cos’è cambiato da allora, dopo più di dieci anni di battaglie? “Diciamo che le cose sono peggiorate – riflette Romani -. Sul terreno politico eravamo al punto in cui siamo oggi: nulla si è mosso. Solo due settimane fa è stata bocciata la proposta di legge contro l’omofobia”.
Nulla è cambiato sul piano politico, ma qualcosa invece è mutato nella classe politica. “Dieci anni fa – conferma il presidente provinciale di Arcigay – era un po’ meno volgare; oggi invece non ha più ritegno”. Una valutazione che però non lo scoraggia: “noi comunque vinceremo. Anche se fanno di tutto per boicottarci. Vinceremo semplicemente perché abbiamo ragione”.
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