Eventi e cultura
21 Maggio 2011
Un difetto audio guasta la presentazione del libro

Franceschini a intermittenza

di Marco Zavagli | 3 min

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Un difetto del microfono ha rovinato a metà la festa di presentazione del nuovo libro di Dario Franceschini.  La storica sala dell’oratorio di Palazzo San Crispino, tirata a lucido per l’occasione dalla Libreria Melbookstore, era colma di persone. Delle quali però, purtroppo, salo quelle nelle primissime file hanno potuto apprezzare l’intervento di presentazione di Sergio Zavoli.

Il senatore ha toccato diversi temi compresi nella quarta fatica letteraria del presidente dei deputati Pd, dal titolo “Daccapo” (edizioni Bompiani). A partire dalla “trasposizione della realtà in chiave immaginifica”, per la quale ha scomodato persino Fellini, per toccare “la grande invenzione espressiva dell’erotismo”, inteso “non come fine a se stesso ma come trasgressione in nome dell’amore”. Dalla critica letterario Zavoli è passato in seguito a quella politica, ricordando come “il nostro è un paese nel quale il 30% della popolazione non è mai andato a scuola”. Dall’ignoranza, dalla non conoscenza, dall’inconsapevolezza arriva quindi il rischio di ripetere gli anni bui del fascismo, periodo al quale il senatore collega un racconto tratto da una lettera di un condannato a morte della Resistenza.

“Non scoraggiatevi perché io muoio – prosegue Zavoli riportando le ultime frasi scritte da un giovane ai genitori -; in troppi in questi anni si sono scoraggiati. Quello che è successo è successo perché non volevate sapere”.

Concita De Gregorio, direttore de l’Unità, riprende invece il tema della passione che traspare dalla pagine del libro. E si chiede, anzi chiede, di “non denigrare le onde emotive”: “mi devono convincere che c’è al mondo qualcosa che succede se non sull’onda emotiva per qualcosa. tutto accade se dietro c’è un cuore collettivo che batte all’unisono: la politica non è solo razionalità e cinismo”. E nella politica è presente – “deve essere presente” – secondo la giornalista anche l’indignazione: “si corre il rischio di stancarsi di indignarsi; ma sappiate che siamo in questa situazione perché abbiamo consentito che ogni giorno andasse peggio di quello precedente”.

Tocca infine a Dario Franceschini scherzare sui difetti del microfono, “scelto apposta per non svelare la trama del tutto e incuriosirvi: ora, se volete sapere cosa si è detto nei momenti che non siete riusciti ad ascoltare, dovrete comprarvi il libro”.

Il leader Pd cerca poi di spiegare il dualismo del politico-scrittore. E i suoi guai: “i lettori diffidano se un libro è scritto da un politico; gli elettori, invece, diffidano se un politico scrive libri, dicendo che ha del tempo da perdere…”.  Una inconciliabilità risolta “buttando giù pensieri e frasi nei rari momenti liberi, in treno, in aereo… mai in aula, non preoccupatevi”.

Infine una breve parentesi sui quotidiani che “hanno sventolato i titoli sul B’unga bunga di Franceschini’, alludendo a brani di erotismo presenti nel libro: sicuramente non l’hanno letto. Anche perché quando uscì il giornale l’editore doveva ancora stampare l’opera”.

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