Il presidente Lenzi l’aveva promesso la scorsa settimana: “presto riaprianno i cantieri”. E così è stato. I lavori di Milano Santa Monica, a Segrate, iniziati sei anni e fermi da un anno per le difficoltà finanziarie di Vegagest, sono ripartiti.
Il risultato, atteso da decine di famiglie che avevano già acquistato la propria casa, è il frutto di un accordo sottoscritto col Comune di Segrate, con il quale Vegagest si impegna a completare la parte rimanente degli appartamenti in edilizia convenzionata (36) e gli appartamenti in edilizia libera (81) la cui realizzazione era già iniziata.
Vegagest completerà il lotto Santa Monica cambiando il progetto originario, “anche in funzione delle esigenze urbanistiche nel frattempo intervenute – spiega una nota della società -, assumendoci comunque l’impegno di venire incontro, caso per caso, alle esigenze dei promissari acquirenti che volessero recedere dall’acquisto dell’appartamento”.
Vegagest fa capo a una serie banche: Cassa di Risparmio di Ferrara (azionista al 30,5%), Cassa di Risparmio di San Miniato (22,5%), Cattolica Assicurazioni (17%), Banca Popolare di Bari (10,8%), Cassa di Risparmio di Cento (8,1%), Banca Apulia (4,5%). Il restante 6,6% e’ detenuto da altri investitori.
Intanto in casa Carife, in attesa della sottoscrizione del capitale che Lenzi assicura in un’intervista al ‘Sole’ che si farà grazie ai piccoli azionisti, si viene a sapere, sempre grazie alle pagine del quotidiano finanziario, che la Fondazione Carife non potrà partecipare: “Oggi è in maggioranza con il 67% del capitale ma si diluirà fino al 53-55% perché non è in condizione di sottoscrivere l’aumento”.
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